Milano: La Lega adesso punta al dopo-Moratti

Tempi duri per gli equilibri interni alle coalizioni. L’ultima “minaccia” alla stabilità dell’alleanza siglata tra La Lega e il Pdl è quella firmata dagli esponenti del Carroccio Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti che hanno deciso di fare un outing compromettente, confessando apertamente di puntare alla conquista del Comune di Milano, in vista delle prossime elezioni previste per il rinnovo della giunta nel 2011.

Un’ambizione che ha infatidito il Pdl che, con il ministro della Difesa, Ignazio Larussa, ha deciso di ridimensionare le speranze degli alleati, bollando come “una sparata elettorale” le dichiarazioni rese dai due leghisti. “La Lega – ha precisato Larussa – vive di queste sparate, ma è e resterà il secondo partito della coalizione, e a grande distanza dal primo. A Salvini ricordo che quando la Lega ha espresso il sindaco a Milano, che io votai al ballottaggio, non portò fortuna. Quello è stato – ha ribadito il ministro – il peggior periodo per Milano e non portò fortuna neppure alla Lega, infatti Formentini se ne andò approdando ad altri partiti”.

Dello stesso tenore la precisazione fornita dal coordinatore regionale del Pdl, Guido Podestà: “Un leghista sindaco di Milano? – si è chiesto – Il nostro candidato tra un anno si chiama Letizia Moratti. A lei riconosciamo soprattutto un grandissimo merito: aver portato Expo a Milano. Abbiamo ottenuto 15 anni di risultati straordinari in Regione, ma i cinque anni che ci aspettano sono fondamentali”.

Il commento più severo alle pretese anticipate da Salvini e Giorgetti arrivano dall’eurodeputato Carlo Fidanza e dal vicecoordinatore Pdl della città di Milano, Marco Osnato: “La Lega – hanno detto – ha un atteggiamento inqualificabile: con tutta questa contrarietà nei confronti della giunta avrebbe fatto meglio a rinunciare ai posti di potere che ha occupato, sempre sputando nel piatto dove mangia”.

Meno scandalizzato dall’ipotesi di un maggior peso decisionale da affidare al Carroccio nell’amministrazione comunale è l’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini: “Se la Lega dovesse ottenere un ampio consenso alle regionali – ha detto – sarebbe giusto un assestamento nell’organigramma dell’amministrazione cittadina, senza però rivendicare il ruolo di sindaco”.

La presunta disputa tra gli alleati ha infine determinato l’intervento de due candidati alla presidenza della Regione Lombardia con Roberto Formigoni, incline a dichiarare: “Non ci sarà il sorpasso della Lega sul Pdl“, e il candidato del Pd, Filippo Penati, che ha invece pronosticato “Le tensioni tra Pdl e Lega paralizzeranno l’azione di Formigoni, in caso di una sua vittoria, e la Lombardia sarà il terreno di battaglia”.

A tentare le difficile mediazione tra la Lega e il Pdl in Lombardia ci ha pensato il leader del Carroccio, Umberto Bossi. “Adesso ci sono le Regionali – ha tagaliato corto il Senatur – c’è la battaglia da vincere, non si parla di cose futuribili. Adesso c’è la Moratti, l’anno prossimo è ancora lontano. Ma tanto – ha concluso sibillino – io e Berlusconi gli accordi li troviamo“.

Maria Saporito