Sarkozy: Tutto a rotoli, ma nel 2012 ecco come sarò rieletto

Parigi, 22 marzo. A quanto pare la sconfitta della destra alle Regionali francesi arriva nel peggiore dei momenti che il destino poteva scegliere per dare guai a  Sarkozy, ossia proprio mentre sono all’ordine del giorno temi scottanti come la riforma delle pensioni, quella dei consigli regionali appena eletti, di cui è prevista la fusione con quelli provinciali, e la riforma dell’antiquata procedura penale. E’ inoltre al vaglio l’introduzione di una molto discussa carbon tax, mal vista peraltro anche dall’elettorato moderato.

Si è assistito così alla vittoria di una sinistra che ha sfondato il tetto del 54,12 per cento: era dal 1981 che la sinistra in Francia non toccava certi risultati. La destra si è assestata ad un miserrimo 35,53. Da notare che il “piccolo” movimento del Fronte Nazionale, che era stato presente ai ballottaggi solo di dodici regioni, è riuscito a raggiungere il 9,26 per cento (moltissimo per questo partito). Sembra, insomma, che il francese medio tutto abbia voluto votare, tranne il suo presidente Sarkozy.

Da stamattina si è iniziato ovviamente ad aprire l’argomento rimpasto, per non lasciare intentato l’immortale piano-ultima spiaggia. Ma per fronteggiare un malcontento evidentemente di così ampie proporzioni, e così variegato per colore politico, evidentemente sarà difficile che questo mezzo ce la possa fare.

Perfino tra le fila della sua stessa maggioranza, il capo dello Stato Sarkozy ha visto nascere e proliferare un malumore tanto nero da apparire scurito ancor più in queste ultime ore. Il capogruppo dei deputati, Jean-François Copé, ha oggi parlato duramente contro Sarkozy, dichiarando che sarebbe necessario un deciso cambiamento di strategia, l’abbandono definitivo della tanto polemizzata carbon tax, ed una diversa scelta dei candidati. In particolare, sarebbe necessario a detta di Copé chiudere le porte ai simpatizzanti di sinistra.

Intanto Sarkozy, dal canto suo, cerca di correre ai ripari, ed ha oggi formalmente chiesto al suo primo ministro di non rassegnare le dimissioni, come usa fare ogni primo ministro dopo una sconfitta elettorale. “E’ inutile drammatizzare”, dicono i portavoce del capo dello Stato. Lo stesso rimpasto che si sta preparando non sarà di grande portata: pare che Sarkozy abbia ora in mente più che altro la sua non più tanto certa rielezione nel 2012. Il cambio di governo è previsto solo per il prossimo anno, durante il quale Sarkozy sceglierà, secondo le prime dichiarazioni, un’équipe ristretta, che serva più che altro a lui, per assecondarlo in fase di campagna elettorale. Un governo a sua immagine e somiglianza, insomma, quello che a breve dovrebbe venirne fuori: un gruppetto di personaggi in grado di servire al capo di Stato ed alle sue esigenze elettorali, tralasciando per il momento più futili pensieri, come la gestione della crisi finanziaria, le problematiche sociali ed occupazionali, e più in generale i problemi legati all’andamento della nazione.

Ad ogni modo, sarebbero questi i possibili nuovi cambiamenti che si vedranno in sede di governo: l’attuale ministro del Lavoro Xavier Darcos pare stia per essere sostituito, a seguito della sua sconfitta elettorale in Aquitania, da Eric Woerth, attuale ministro del Bilancio. Saliranno poi presumibilmente al governo personaggi vicini a Jaques Chirac, come François Baroin, che sostituirebbe quindi Woerth al Bilancio. Si cercherà insomma di portare in causa le più popolari conoscenze pubbliche della storica destra francese, per arginare le critiche interne all’elettorato conservatore  sull’apertura che c’è stata verso la sinistra.
Si stanno intanto mobilitando i sindacati, proclamando da più parte scioperi ed agitazioni varie per proteste in merito al settore pubblico, in particolare contro la riduzione degli organici, possibilità accarezzata da Sarkozy,  la politica sociale dell’attuale governo e, soprattutto, per lanciare un segnale in merito al negoziato sulla assai scottante questione delle pensioni, sulle quali è in programma un prossimo negoziato. Proprio per l’”affaire” pensioni, si è pensato fosse più idoneo il ministro Woerth a prendere il posto di Darcos, già bocciato a queste regionali e non tanto popolare, a quanto pare, secondo Sarkozy e i suoi, da condurre con diplomazia un dialogo che non sfoci in dramma.

Sandra Korshenrich