Scattava foto ai popò dei bimbi in spiaggia: assolto dalla Cassazione

Un uomo di nazionalità afghana, quarantaduenne, era stato beccato a fotografare insistentemente i “posteriori” dei bambini che giocavano in spiaggia; le madri allarmate dal comportamento decisamente strano ed in ogni caso troppo pressante dell’individuo avevano chiamato le Forze dell’ordine.

L’uomo era poi finito in carcere con la pesantissima accusa di “produzione di materiale pedopornografico“. Oggi la vicenda ha avuto la sua conclusione. La Corte di Cassazione ha stabilito che una simile iniziativa, pur fastidiosa e allarmante non può essere considerata un reato, tantomeno di natura pedopornografica. Secondo la legge quadro 68,  appartenente alla legislazione europea, per far rientrare una condotta nel campo della pedofilia è necessario che i bimbi siano  “coinvolti in una condotta sessualmente esplicita“. L’uomo si era invece  limitato a scattare foto di sederini di bambini; non è stato reso noto se tali scatti fossero stati indirizzati solamente a soggetti scoperti o meno, fosse così’, si potrebbe ipotizzare una maggiore perversione dell’improvvisato quanto deprecabile fotografo.

La Cassazione ha comunque disposto l’istanza di scarcerazione per l’afghano, che a questo punto si configura lui stesso come una vittima: “Si può anche comprendere come il comportamento di uno sconosciuto che fotografa insistentemente bambini sulla spiaggia possa destare preoccupazione o allarme nei genitori, indotti a sospettare in un simile fotografo intenti più o meno malsani”. “Ma sino a che questi ipotetici intenti restano talinon si può incriminare il fotografo per produzione di materiale pedopornografico, con l’aggiunta della carcerazione preventiva”.

In sostanza la Suprema Corte ha voluto  far passare il concettoche decreta l’impossibilità di accusare qualcuno sulla base di pure supposizioni, pur determinate da un comportamento fortemente sospetto.

Khan Ghazni G. è ora un uomo libero, dopo essere stato in galera per diversi mesi, precisamente da fine Luglio dell’anno scorso. E’ poi da dire che le foto non erano state fatte “di nascosto”, ma l’uomo aveva espressamente fatto richiesta ai piccoli di assumere quella posa, che, molto probabilmente, i bimbi avevano considerato un gioco estremamente divertente.

A.S.