Tennis, ATP Indian Wells: Roddick ko, il re è Ivan Ljubicic

L’epilogo di una competizione contrassegnata sin dai primi giorni da numerosi colpi di scena e da illustri eliminazioni non avrebbe potuto che essere altrettanto sorprendente. Così l’atto finale del torneo ATP di Indian Wells – primo appuntamento dell’anno con il circuito Masters 1000 – sovverte ancora una volta tutti i pronostici più condivisi e vede trionfare il tennista croato Ivan Ljubicic.
Il re del cemento californiano, che succede nell’albo d’oro a Rafa Nadal, è dunque proprio il simpatico Ljubo, che a 31 anni compiuti tre giorni fa si regala la gioia della vittoria nel torneo internazionale più importante della sua carriera sconfiggendo in finale lo statunitense Andy Roddick in 2 set, entrambi conquistati al tie-break.

Nel corso delle oltre 2 ore di gioco, nessuno dei due contendenti ha infatti mai perso il proprio turno di battuta, con Ljubicic bravo però ad annullare nella prima partita – sul punteggio di 4-5 in suo sfavore – un set point al suo avversario, per poi dominare il tie-break portato a casa per 7 punti a 3.
Come era facilmente prevedibile, A-Rod ha giocato molte delle proprie carte nei turni al servizio, mettendo però a segno un numero complessivo di ace (12) inferiore alle sue medie abituali e non capitalizzando mai le 6 palle break avute a disposizione, due delle quali – sul 4-4 nel secondo set – avrebbero potuto portare l’americano a servire per il set ed a sovvertire le sorti dell’intero incontro.

Dopo il secondo pericolo scampato, Ljubo si è così rifugiato nuovamente nel tie-break, ancora una volta a lui favorevole: dopo 3 match point non sfruttati e dopo 2 ore e 7 minuti di battaglia, l’ultimo colpo consegna al croato il 7-5 conclusivo e gli permette di alzare – per la prima volta nella sua lunga carriera – il trofeo di un Masters 1000.
Dando un’occhiata alle statistiche, è ancora più evidente come a far pendere l’ago della bilancia siano stati alcuni dettagli. La leggera supremazia di Ljubicic nella percentuale di punti vinti sulla prima di servizio (87% contro 83%) e quella più netta negli ace (21 a 12) hanno certamente disorientato un giocatore come Roddick abituato a servire a velocità supersoniche, e la maggiore “fame” di vittoria gettata in campo dal 31enne di Banja Luka ha fatto psicologicamente la differenza.

Per Ljubicic è la vittoria numero 10 nei tornei del circuito ATP. Sette di questi titoli sono arrivati sul cemento, se ci fosse bisogno di scoprire qual è la superficie preferita dal croato, e grazie a questa affermazione torna prepotentemente a salire nel ranking mondiale, guadagnando in una settimana ben 13 posizioni ed issandosi al numero 13.
La grande carovana del tennis si sposta ora al sole della Florida, apprestandosi – dopo un rapido coast-to-coast – a dare inizio da mercoledì 24 marzo al Masters 1000 di Miami, altro storico appuntamento di inizio primavera. Per tutti i grandi, l’occasione di dimenticare subito le delusioni di Indian Wells è ghiotta; a tutti gli altri, il compito di sovvertire nuovamente i pronostici e regalare agli appassionati un prosieguo di stagione altrettanto spettacolare.

Daniele Ciprari