Trattative fallite: le camicie rosse continuano ad invadare Bangkok.

BANGKOK-Dal 14 marzo, continua, ininterotta, la protesta delle camicie rosse nelle strade di Bangkok. Dopo un primo segnale di apertura da parte del primo ministro Abhisit Vaejjajiva che si era detto disposto a trattare con i manifestanti, la situazione si è nuovamente bloccata. Bocciato l’ ultimatum proposto all’ attuale governo dai sostenitori dell ‘ ex premier Thaksin Shinawatra in cui venivano richieste le immediate dimissioni del Parlamento e imminenti nuove elezioni, Vaejjajiva ha tentato di calmare le acque affidando la negoziazione con gli oppositori ad un ministro minore.

Tale gesto,però, non è stato apprezzato dal  Fronte Unito per la democrazia e contro al dittatura, i cui esponento hanno dichiarato di non escludere la possibilità di un negoziato con il governo, ma secondo alcune condizioni: in primis, le camicie rosse chiedono che nelle trattativa sia previsto lo sciogliomento del Parlamento, in secondo luogo, pretendono un confronto diretto con l’ attuale capo di Stato. Rispedita, quindi, al mittente la proposta di Vaejjajiva che oggi aveva detto che nei colloqui di domani il governo sarebbe stato rappresentato dal ministro dell’Istruzione Chinnaworn Boonyakiat.

“Parleremo solo col primo ministro”, Jatuporn Prompan, uno degli organizzatore della protesta “Nessuno incontrerà Chinnaworn”.

Secondo, però, le previsioni degli esperti, anche future trattattive finiranno con l’ essere vane poichè le richieste categoriche dei sostenitori di Shinawatra non troverannno mai un punto di contatto con le esigenze governative dell’ attuale esecutivo.

E se, da una parte, quindi, la manifestazione, che finora si è svolta pacificamente, rischia di durare altre due settimane, dall’altra il governo ha rinforzato le misure di sicurezza contro le camicie rosse a Bangkok, armando gli ufficiali dell’esercito thailandese davanti alle sedi del governo e delle caserme.

Nessuno delle due parti, apparentemente, ha intenzione di cedere e il pericolo che la situazione possa sfuggire di mano, dando, così, via libera ad atti violenti, incombe sulla popolazione della capitale thailandese.

 Florinda Gargiuoli