Ventura parla con Busi: prima dettagliatissima parte dell’intervista al sangue

Proponiamo qui gli argomenti trattati nell’intervista finalmente disponibile sulla web tv di Simona Ventura (http://www.simonaventura.tv/interviste/busi-e-l-isola) di cui avevamo già parlato dando quanlche anticipazione. Dato che probabilmente a causa delle numerose visite la visione subisce parecchi rallentamenti e blocchi ci riserviamo il diritto di dividere in due parti il contenuto dello scontro finale da cui ancora non sappiamo se lo scrittore di Montichiari uscirà vittorioso o sconfitto.
La “chiacchierata” si apre con un’immagine non esattamente amabile dello scrittore che reclama di poter avere con sè durante l’intervista il telefonino: la disintossicazione dalla vita moderna che l’Isola dovrebbe garantire sembra non aver dato nel suo caso (e ci chiediamo in quale invece lo abbia fatto) dei buoni risultati. Le frecciatine che Busi lanciava abitualmente dal Nicaragua in studio alla Ventura – che non sembra essere in ottima forma –   non hanno certo avuto fine, così come le critiche ai compagni di naufragio (“vogliono parlare e non sanno ascoltare, se chiedessero a me gli si aprirebbe un mondo”), di cui ricorda con particolare fervore Luca Rossetto – o  meglio il suo sedere – e Davide Di Porto, “che involontariamente fa spettacolo”. Aspre parole anche per Claudia Galanti, rea di essere l’esempio principe della falsità e dell’ipocrisia sull’Isola.

Escono fuori poi le proposte già ventilate da Mediaset (nello specifico da Paolo Bonolis) di inserire Busi in un programma della concorrenza: un montaggio debitamente calcolato porta poi l’attenzione dello spettatore prima sulla già chiacchieratissima affermazione “non mi faccio una s*****a da trent’anni, e vengono a chiedere a me del sesso!”, e poi sulle accuse di apologia della pedofilia mosse allo scrittore, che argomenta le sue repliche denunciando una società dove la sessualità viene gestita con due pesi e due misure.
La verità da una bocca tanto facilmente contestabile suona ancora più amara.

Rossella Mazzanti