Strage in una scuola elementare cinese: medico uccide a coltellate otto bambini

Una vera e propria catastrofe in Cina. Otto vite spezzate. Un massacro inspiegabile. Nell’est del paese si è verificata una vera strage di studenti inermi. Un uomo, un medico è entrato in una scuola elementare della provincia del Fujian brandendo e agitando un grosso coltello.  Si è scagliato improvvisamente contro le giovani figure che entravano nella struttura scolastica per recarsi nelle varie aule dell’edificio.

L’uomo, affetto probabilmente da problemi mentali ha ucciso a coltellate 8 studenti. Tre delle giovani vittime sono morte sul colpo mentre altre cinque, trasportati in ospedale, sono decedute poco dopo il ricovero. Altri sette bambini sono feriti ma in condizioni stabili. Siamo di fronte ad un episodio gravissimo che ha gettato lo sconforto e l’incredulità nelle autorità locali e nazionali. Una carneficina che non sarebbe mai stata prevista e che oggi unisce in un unico cordoglio numerosissime famiglie della Cina.

L’uomo, arrestato subito dopo, aveva ultimamente subito degli shock, portati da alcune cattive notizie. Aveva perso il lavoro recentemente, licenziato dalla clinica privata in cui lavorava da ormai molti anni. Le sue prospettive future erano state sconvolte dalla crisi internazionale che lo aveva privato del sostentamento necessario alla sua esistenza. La polizia sta indagando sul suo passato per verificare se in passato abbia sofferto di disturbi mentali che spieghino un’azione così scellerata. Ipotesi che al momento appare abbastanza probabile.

Gli studenti uccisi erano tutti della scuola elementare di Nanping che a seguito della strage è stata chiusa. Non è la prima volta che nella nazione asiatica avvengono tali eventi incresciosi e terribili. Infatti, negli ultimi anni, sono state almeno tre le stragi compiute da persone con problemi mentali nelle scuole cinesi, tanto che è in corso una discussione sulla necessità di incrementare le misure di sicurezza negli edifici scolastici. Una volontà espressa soprattutto dalle associazioni familiari preoccupate per questa escalation di violenza sempre più frequente.

Alessandro Frau