Berlusconi: non sono il monarca del Pdl

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha fatto stamattina capolino sugli schermi della tv nazionale per “chiarire” i punti al centro della campagna elettorale e per spazzare via i sospetti di quanti denunciano un eccessivo concentramento dei poteri decisionali nelle sue mani all’interno del partito co-fondato con Gianfranco Fini.

Il Popolo delle Libertà – ha esordito il premier nel corso di un’intervista telefonica a “Uno mattina” su Ra1 – si chiama proprio così perché è fatto dalla gente, è nato dal basso. E’ un partito assolutamente democratico che assume ogni decisione non da parte di un monarca, che sarei io, come indicato da qualcuno. E’ esattamente il contrario. All’interno del partito – ha aggiunto Berlusconi – abbiamo una forma di democrazia assoluta che abbiamo applicato in questo primo anno di lavoro. Qualcuno dice che il partito è da migliorare: certo tutto si può migliorare ma io – ha precisato il presidente del Consiglio – sono assolutamente contento e soddisfatto degli organi che ci siamo dati e del modo in cui hanno lavorato quest’anno”.

Il nodo sulle riforme fornisce al premier il pretesto ideale per approntare una “filippica” all’indirizzo degli avversari politici. “Le riforme – ha ammesso il premier in diretta telefonica con la trasmissione di Rai 1 – sarebbe meglio farle con l’opposizione ma se vorrà cambiare e dialogare seriamente con noi: cosa che non ha fatto finora. Dobbiamo capire con chi bisogna parlare: con i riformisti o con gli agitatori di piazza? Ci abbiamo provato – ha spiegato Berlusconi ai telespettatori – ma per tutta risposta ho avuto insulti, minacce, ostruzionismo in Parlamento, con l’opposizione che é ricorsa al partito delle Procure. Se cambia – ha aggiunto – ne riparleremo”.

“Noi con la sinistra italiana – ha ribadito il Cavaliere – con questa sinistra e con gli ambientalisti fasulli abbiamo già dato. Li abbiamo visti all’opera due volte con il Governo Prodi, sbranarsi tra loro sulla nostra pelle. E allora diciamo no grazie non siamo masochisti“.

Un immancabile riferimento alla magistratuta che sta rendendo particolarmente faticosa la sua campagna elettorale, con  inchieste tese a scrediare – a suo parere – la dignità pubbblica e personale del presidente del Consiglio. E di molti suoi collaboratori. “Questa campagna elettorale – ha detto – si è snaturata perché il partito delle Procure è entrato in campo pesantemente e ha dettato temi e tempi. Ha inventato un mese e mezzo fa una nuova tangentopoli, poi hanno cercato di distruggere il miracolo che abbiamo fatto a L’Aquila dopo il terremoto, hanno gettato fango su Bertolaso e sulla Protezione Civile, poi – ha continuato Berlusconi nel suo lungo elenco stizzito – sono intervenuti con il rigetto delle nostre liste e hanno dato colpa a nostri delegati e infine questa inchiesta (Rai-Agcom, ndr) risibile con le intercettazioni al presidente del Consiglio”.  La propaganda corre lungo il filo del telefono!

Maria Saporito