Bizzarrie anti CO2, ovvero come fermare il riscaldamento globale

 

Il surriscaldamento globale rappresenta da sempre un problema che rischia di distruggere lentamente la Terra ed il suo delicato ecosistema, e per questo motivo molte e diverse equipe di scienziati cercano da tempo una soluzione per tentare di porre un freno a questo lento degrado. Le varie idee, che vanno da innovazioni tecnologiche a proposte biocompatibili, sono state tante  ma certe volte i progetti sfidano la logica comune. Per questa ragione il sito “Mother Nature Network” ha compilato una lista delle otto più una idee stravaganti e bizzarre che sono state avanzate negli ultimi anni dagli scienziati sparsi in tutto il mondo.

Nell’elenco delle stranezze anti CO2 abbiamo in prima posizione la proposta del glaciologo Jason Box il quale, al fine di salvare i ghiacci della Groenlandia, ha escogitato come soluzione quella di coprire la superficie del Paese con delle coperte bianche per aumentare la sua riflettività. Grazie a questo escamotage, ha spiegato lo scienziato, il processo di riscaldamento globale  potrebbe rallentare permettendo al pianeta di non perdere una delle superfici riflettenti più importanti che possiede, ovvero la Groenlandia.

A volte sembra quasi che gli scienziati pensino a dettagli precisi appartenenti a film fantascientifici,come ad esempio degli enormi specchi da lanciare nello spazio, quasi come degli scudi immensi che siano in grado di riflettere il 2% della luce solare; ma ad essere state proposte e ideate sono anche le “bombe-albero”  che danno vita ad intere foreste disperdendo sul terreno, dopo essere state lanciate con degli aerei,semi e piantine. Ci sono poi i “tecno-alberi” che posizionati sui bordi delle autostrade cercano di assorbire l’anidride carbonica dall’aria assorbendo il gas di scarico dei veicoli che passano.

Nell’elenco ci sono anche idee proposte da chi, per porre un freno al problema, cerca di invertire il processo di surriscaldamento globale intervenendo addirittura sugli animali e su ciò che mangiano, ipotizzando di aggiungere aglio nell’alimentazione del bestiame; accorgimento questo che permetterebbe, a detta di alcuni scienziati, di uccidere i batteri produttori di metano nello stomaco creando un letame in qualche modo meno tossico per l’ambiente. Ma, come ricorda anche Mother Nature Network, il problema è alla radice perchè, se la gente continuerà ad ignorare quello che sta accadendo, neppure la bioingegneria o l’inventiva dei più illustri scienziati del pianeta potranno salvarci.

Rossella Lalli