Crollo dei consumi, Adusbef e Federconsumatori: “Incentivi inadeguati”

Negli ultimi tre anni i volumi di beni acquistati dalle famiglie hanno subito un calo del 5,6%. Questo il dato che l’Ufficio Studi Confcommercio ha reso noto oggi a Torino.

“I più penalizzati negli ultimi due anni – si legge nella nota della Confcommercio – sono stati i beni durevoli e semidurevoli, mentre per i beni non durevoli, al cui interno la quota più rilevante è costituita dagli alimentari, la riduzione è risultata più contenuta”. Sempre secondo quanto riferito dall’organismo di rappresentanza delle imprese che sono impegnate nel commercio, nel turismo e nei servizi, quote sempre maggiori della spesa delle famiglie sono state dirottate verso quella parte di consumi che possiamo definire obbligata, ci si riferisce agli affitti, alla sanità e alle assicurazioni. Ciò che è sensibilmente calato, invece, è l’acquisto di quei beni e servizi che appartengono alle scelte libere.

Nell’ultimo decennio – riferiscono ancora da Confcommercio – il saldo tra iscrizioni e cessazioni delle imprese commerciali al dettaglio è stato negativo per oltre 76 mila unità, la situazione è addirittura peggiorata negli ultimi anni. La crisi ha danneggiato maggiormente le imprese medio piccole, che hanno registrato tra il 2005 e il 2009 un calo delle vendite del 2,9%.

INCENTIVI INADEGUATI. Dopo la conferma del calo dei consumi da parte della Confcommercio, già messo in luce in precedenza da Istat e Bankitalia, Adusbef e Federconsumatori tengono ad evidenziare come, proprio di fronte a questa fortissima contrazione dei consumi negli ultimi due anni (2,8% pari a 25 miliardi di euro), risulta più evidente l’inadeguatezza degli incentivi attuati dal Governo.

“L’unica nota positiva in tutto questo – hanno osservato Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, rispettivamente presidenti di Adusbef e Federconsumatori – è che finalmente si inizia a dire la verità ai cittadini sulla reale situazione economica. Di questo passo – hanno proseguito – in mancanza di interventi concreti, anche il 2010 sarà un anno negativo, con una crescita del Pil pari a zero”. Secondo le due associazioni “è, dunque, necessaria una manovra per rilanciare la domanda di mercato, capace di rimettere in moto l’economia attraverso una detassazione di 1.200 euro annui per le famiglie a reddito fisso, da lavoro e da pensione, e un blocco delle tariffe, come già era stato promesso dal Governo”.

Mauro Sedda