F1: La risalita della Renault

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:37

La notizia della cessione del 75% delle azioni ad un fondo lussemburghese aveva fatto storcere il naso a molti. Chi diceva che la Renault era divenuta una farsa della vecchia (e gloriosa) scuderia, chi era convinto del lento e inevitabile tracollo finanziario. Fatto sta che all’inizio della stagione pochi, anzi, nessuno credeva di poter parlare bene di questa scuderia. Ma per fortuna l’errore è stato subito evidente.

Il primo passo è stata una scelta di piloti molto accurata, con Kubica in grado appieno di ricoprire il ruolo di prima guida e il russo Vitaly  Petrov con alle spalle una intera nazione pronta a sborsare grosse somme di denaro pur di vederlo gareggiare nel grande Circus. Il resto è tutto collegato. Contratti con sempre più sponsor (Lada e HP), una discreta forma al primo appuntamento ed ecco che il sorriso è tornato. Sia tra la gente che soprattutto all’interno del team.

Nessun stupire quindi nelle parole di Alan Perman, responsabile per gli sviluppi Renault, il quale ci anticipa un importante step evolutivo: “Per Melbourne ci sono nuove componenti aerodinamiche che dovrebbe darci un po’ di prestazioni. C’è una nuova ala anteriore e un nuovo componente sulla fascia posteriore che migliora la nostra deportanza complessiva.” Tutto questo lavoro ovviamente è portato a rinforzare il progetto e migliorare le performance: “..e’ una pista dove serve una buona stabilità in frenata. E’ inoltre necessario una buona trazione perchè il giro è in gran parte costituito da curve di seconda e terza marcia in cui i cambi direzione sono importanti.” Fiducia sulla vettura, ma anche sui piloti: “In Bahrain abbiamo notato che Robert e Vitaly sono stati molto competitivi, in particolare nella nuova sezione della pista, quella molto accidentata.

All’orizzonte nessuna bandiera bianca. Per ora si lavora, come se gli scarsi risultati degli anni passati e lo scandalo del crash-gate non fossero mai esistiti, come se la Renault stia per vivere una seconda giovinezza. Bene così dunque. La voglia di continuare non manca, mentre la F1 ringrazia.

Riccardo Cangini

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