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F1: Poche speranze in Australia

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E’ l’ultima voce ad alzarsi dopo i fatti del Bahrain. Schumacher lo disse appena sceso dalla macchina: “Senza rifornimenti addio sorpassi“. Il vincitore Alonso confermò poche ore dopo. Poi ecco i vari team manager, e infine la ciliegina sulla torta: Mark Webber. Per molti sembrerà un normale pilota come tutti gli altri, ma vi sono due fattori che rendono la sua posizione molto importante tanto da dover già credere che il secondo appuntamento seguirà la falsa riga del primo.

Il primo è che Webber è il presidente del GPDA(Grand Prix Driver’s Association) una organizzazione composta da tutti i piloti del circus che, tramite comunicati ufficiale o parole del presidente in carica, espongono le loro idee sul verificarsi di varie situazione che concernono le gare e la sicurezza dei piloti. Una sorta di sindacato quindi. Ovvio perciò che quando Webber parla, nelle sue parole vi sono sempre comprese anche quelle degli altri piloti. E infatti Mark non va’ per il sottile:”Possiamo fare tutte le soste ai box che vogliamo, ma la gente vuole azione in pista, così come la vogliono i piloti. Pensavo che in Bahrain i sorpassi sarebbero stati difficili, invece non c’è stata neanche una possibilità, non se ne sentiva neanche l’odore. E’ questo che mi ha deluso maggiormente, la sorpresa più grande!” Nessun giro di parole. Gara noiosa e utopia sorpassi. Lo dicono i tifosi, lo confermano i piloti.

Ma se questo non fa altro che sottolineare un problema già noto, il restante getta nello sconforto. Il secondo fattore infatti riguarda la sua nazionalità. L’unico australiano presente nel circus, l’unico che considera Melbourne come gp di casa, non lascia spazio alla speranza: “Credo che sarà una gara simile a quella in Bahrain. Sfortunatamente ora le corse sono così.”  Il pilota Red Bull non vede possibili soluzioni.

Certo, potrebbe anche sbagliarsi ed essere esageratamente negativo, ma troppe volte i pareri dei piloti sono stati sempre quelli più veritieri. La stagione 2010 è già segnata?? Finché qualcosa non cambierà pare proprio di .

Riccardo Cangini