Fellini in mostra a Bologna

Si inaugura il 25 marzo (con però una preview il 24 alla presenza, tra gli altri, di Emir Kusturica e Sergio Zavoli) la mostra “Fellini: dall’Italia alla Luna” dedicata al maestro scomparso a Roma il 31 ottobre del 1993. La mostra, curata da Sam Stourdzè, arriva a Bologna dopo il successo del Jeu de Pomme di Parigi, dove però il titolo era diverso (“Fellini: la Grande Parade”) e mancavano alcune sezioni presenti invece nella versione bolognese, tra cui “Magie del fuori Sink” curata da Tatti Sanguinetti e Roberto Chiesi, e alcuni materiali.

L’esibizione è ordinata secondo nuclei tematici, a partire da Cultura Popolare, seguita da Il Maestro al Lavoro, La città delle Donne e Invenzione biografica. Si capisce già da qui che non ci si limita ad una carrellata sul cinema felliniano, ma si va più a fondo in quelle che sono state le fonti di ispirazione che il maestro ha trovato nella sua vita. L’attività da disegnatore satirico, le donne, la psicanalisi con Ernst Bernhard e il fantastico “Libro dei Sogni“, su cui era solito riportare visioni e sogni notturni.

Il tutto con una mole di 200 fotografie,  50 disegni e innumerevoli articoli di giornali e riviste, documenti e locandine. E, ovviamente, ore di videoproieizione affidate a trenta postazioni audio e video, il tutto motivato da un’iniziativa con cui, ricorda il direttore della Cineteca Gian Luca Farinelli, “non vogliamo far parlare uno dei tanti registi importanti, ma un grande artista del ‘900 che va rimesso al suo posto di figura eccellente”.  

Mostra aperta dal 25 marzo al 25 luglio al Mambo, con proiezioni nella sede della Cineteca, al Lumiere. Per far rivivere il grande Fellini e con le rassicurazioni di Alberto Ronchi, Assessore regionale alla Cultura, che la Fondazione Felni non chiuderà.

Alberto Martinelli