Francia, Scioperi e rimpasti di governo dopo la sconfitta di Sarkozy

La sconfitta elettorale del partito di destra dell’attuale presidente Nicolás Sarkozy ha provocato sconvolgimenti non solo nel governo, ma anche nella società francese. Quasi tutto il settore pubblico è oggi in sciopero: i trasporti sono a singhiozzo, molte scuole sono rimaste chiuse. Solo i treni ad alta velocità funzionano regolarmente.

Lo sciopero del settore pubblico- ma anche di una parte del privato- è stato indetto dai sindacati per protestare contro il progetto di riforma delle pensioni del governo e contro il taglio di decine di migliaia di posti di lavoro.

Ieri, all’indomani della maxisconfitta elettorale, è caduto il primo nome eccellente del governo francese. Il ministro del Lavoro, Xavier Darcos, è stato sostituito da Eric Woerth considerato, quest’ultimo, capace di portare avanti la riforma del sistema pensionistico voluta da Sarkozy. Il resto dell’atteso rimpasto dovebbe far entrare nel governo due oppositori interni, Francois Baroin, che è uno chiracchiano e Georges Tron, un fedele di de Villepin.

La sinistra uscita vittoriosa dalle elezioni regionali si prepara intanto a dar battaglia al governo. Jean-Pierre Raffarin, ex premier di Chirac, ha invitato il governo a porre la fiducia in Parlamento sulle riforme, de Villepin -uno dei principali oppositori del presidente francese- ha addirittura annunciato la creazione di un nuovo partito.

La sconfitta elettorale del partito di centro destra del presidente mette in luce lo scontento generale del popolo francese nei riguardi di Sarkozy. Le inchieste rivelano che il 58 per cento dei francesi non vuole che si candidi alle presidenziali del 2012, mentre a Parigi i tanti oppositori hanno organizzato per sabato un inedito “No Sarkozy day“.