Genocidio del Darfur: la storia pazzesca del dittatore-omicida Bashir

Omar Hasan Ahmad al-Bashir, uno dei capi di stato più criticati dell’intero pianeta, governa il Sudan dal 1989. In quell’anno, sfruttando la sua posizione di colonnello dell’esercito, ha dato vita a un cruento e sanguinario colpo di stato instaurando un regime assoluto.

Da allora nel paese si è scatenata una terribile e infinita guerra civile che ha devastato l’economia e ridotto la popolazione a vivere un’esistenza che non si può considerare umana. Nella parte meridionale del paese, il famoso Darfur, Bashir è accusato di aver dato vita ad un vero e proprio genocidio, uccidendo senza pietà gran parte dei cittadini di origine non afro – araba. Le cifre parlano di 200.000-400.000 morti e un milione e mezzo di profughi nel territorio. Dal 2003, la situazione è ulteriormente peggiorata. Il Darfur diventa teatro di un ancor più terribile e feroce conflitto che vede contrapposti la locale maggioranza della popolazione, composta da tribù sedentarie, e la minoranza nomade originaria della penisola arabica. Quest’ultima è proprio sostenuta e appoggiata dal governo centrale di Bashir, che tramite le azioni sanguinarie di questa fazione tiene sotto scacco l’intero territorio.

Nonostante i molteplici crimini di cui si è macchiato, Bashir ha sempre mantenuto buoni rapporti con gli Stati Uniti. Si espresse negativamente riguardo agli attentati dell’undici settembre offrendo a Clinton e Bush il suo appoggio nella cattura di Bin Laden. Invitò addirittura Saddam Hussein ad accogliere gli ispettori americani alla ricerca delle fantomatiche armi di distruzione di massa.

Nel 2008 Bashir è stato raggiunto da un mandato di cattura internazionale dove lo si accusa formalmente di genocidio. La risposta del dittatore non si è fatta attendere: ha decretato l’espulsione di tutte le associazioni umanitarie volte ad aiutare il popolo del Sudan.

Bashir è uno di quei dittatori che il mondo dovrebbe rovesciare, portando democrazia in una nazione colpita senza tregua dai morsi della povertà e della malattia. Rappresenta, come tanti altri dittatori, una delle vergogne più evidenti e allo stesso tempo celate dell’umanità.

Alessandro Frau