Isola dei Famosi 2010, Tracy inviperita: “I miei compagni sono delle iene”

Mentre continuano senza sosta a divampare alte le roventi fiamme della polemica che avvolgono il reality show “L’ Isola dei Famosi 7” sul caso Aldo Busi, che non fa parte più del programma ed il suo destino circa altre partecipazioni a trasmissioni dei palinsesti Rai al momento negati dai vertici dell’ azienda, sono in fase di discussione, intervistata da TvBlog a parlare è la seconda eliminata dal format, la prima dei non famosi.

La barese Tracy Fraddosio aveva l’ intenzione di dimostrare a tutte le donne, sopratutto a quelle che versano in una condizione non facile che si può fare tutto, basta volerlo:

“Fare l’ isola era un modo di far vedere Tracy Fraddosio così come è. Volevo dimostrare a tutte le ragazze separate, vedove che non finisce tutto quando ci si separa dal marito e che con l’umiltà e l’onestà si trova la forza di andare avanti. Volevo dimostrare a chi mi guardava che nonostante fossi sola con due figli ci si può mettere in gioco. L’isola è un reality vero che mi ha permesso di trasmettere la mia verità. Era un contesto dove non avevo un copione ma potevo esser me stessa. Sono stata contenta di esser stata scelta a 42 anni senza dover scendere a compromessi ed è stata una doppia gioia”.

Poi prosegue spendendo una battuta sui personaggi famosi che le sono stati vicini al momento dell’ esclusione: “Ho vissuto tre giorni con i famosi e sono stata felice di averli conosciuti e di aver lasciato il segno perché non ho sentito nessuno che sia stato contento di avermi visto andare via. Questo mi ha gratificato”.

E su Aldo Busi non si capacita della gogna mediatica che gli si è scaraventata contro: “Adoro Aldo Busi e mi dispiacerebbe non vederlo più in Tv. E’ una persona eccellente. Ho imparato tanto stando con lui e mi viene da piangere a ripensarci. Mi ha fatto sentire una gran donna, una sua compagna, una sua figlia, una sua sorella. E’ stato il vero leader dell’Isola”.

Poi una rivelazione pesante sui suoi compagni d’ avventura, tanto premurosi ed uniti prima dello sbarco sull’ isola nicaraguaiana quanto doppiogiochisti in seguito: “Dal primo giorno mi sono accorta che giocavano sporco. Quando siamo partiti eravamo tutti come fratelli, passavo a salutare tutti ed ero felice di stare con loro. Il giorno che è iniziato il programma mi sono ritrovata nel gruppo con tre persone che avevano un pugnale nella tasca, pronte a colpirti alle spalle. Io invece ho giocato senz’ arma”.

Gionata Cerchiara