Luciano Moggi: “Con Andrea Agnelli potei tornare alla Juve”

Tutti Pazzi Per La Juve” ha intervistato questa settimana l’ex Direttore Generale della Juventus Luciano Moggi. Il “Direttore”, chiamato ancora così da tutti i tifosi bianconeri, non si è certo risparmiato nel rispondere a tutte le domande svelando un sensazionale retroscena di mercato e possibili eventi futuri della sua carriera. “Mi dispiace per quello che sta succedendo alla Juventus – ha esordito Moggi – perché le sono legato da un rapporto affettivo e perché tutto quello che è stato fatto nel passato mi coinvolge.
Mi dispiace soltanto che questa squadra sia stata distrutta così, in un modo che non ha una logica. I motivi non li conosco bene anche perché non sono dentro l’ambiente salvo dire che la campagna acquisti non è stata certo una campagna azzeccata e su questo non c’è dubbio”.
A proposito di campagna acquisti, cosa ci può dire riguardo Diego e Melo, e del loro rendimento?
“Diego è sicuramente un buon giocatore, però non è un campione affermato come avevano voluto far apparire alla Juventus all’inizio quando è stato preso. Sapete che c’era un momento di difficoltà della società e dovevano fare un taglio alle polemiche per cui hanno scambiato un buon giocatore per un campione. E non lo è. E’ un discreto giocatore, ma un campione è un’altra cosa. L’utilizzo di Diego secondo me non è neppure giusto perché, tenendo conto del gioco che si pratica in Italia, o gioca seconda punta oppure fa difficoltà perché giocare dietro le punte in Italia è un ruolo molto delicato.
Melo sarebbe un buon giocatore se utilizzato nel proprio ruolo, ma quando si va a cercare Xabi Alonso e Melo non si hanno le idee chiare: perché Xabi Alonso è un regista mentre Melo è un mediano difensivo quindi o si cerca l’uno o l’altro. Evidentemente se si tratta prima l’uno e poi l’altro vuol significare che non si sa cosa si vuol prendere oppure si è scambiato Melo per un regista, come in effetti credo che abbiano fatto, e questo è un errore non di presunzione, ma di tutt’altro tipo. Secondo me gli errori sono stati fatti a monte ed il rendimento ovviamente è quello che è perché sono in difficoltà i giocatori presi per ruoli identici che non sono praticamente consoni alle loro caratteristiche e conseguentemente ci sono squilibri nella squadra”.
Quindi Melo è un doppione di Sissoko?
“Si, ma molto peggio di Sissoko. Le prestazioni di Melo e la sua visione di gioco erano disponibili nel campionato fatto l’anno precedente con la Fiorentina. Bastava guardare le delle partite che faceva con la nazionale: scambiarlo per un regista credo sia stata una cosa molto grave”.
La Juve per lei è un capitolo ormai chiuso della sua vita o mai dire mai?
“Credo che la Juve per me non sarà mai un capitolo chiuso perché ho passato dodici anni eccezionali. Purtroppo è la nuova proprietà che ha posto un alt mettendo gli uomini suoi. Nulla di straordinario perché quando arriva una nuova proprietà è giusto che metta i propri uomini. Quello che non è giusto è trattarci come ci hanno trattato perché non potevano sicuramente toglierci dal comando della squadra e della società per i risultati ottenuti ed hanno cercato praticamente di fare un’azione, consentitemi il termine, di “sputtanamento” ed era l’unico modo per portarci via dalla Juventus. E questa è l’unica cosa che mi dispiace. Però la vita è questa: bisogna accettarla per quella che è”.
Moltissimi tifosi auspicano un ritorno della famiglia Agnelli alle redini della Juventus nella persona di Andrea e che gli Elkann si facciano da parte, secondo lei è una situazione realizzabile?
“Non lo so perché non conosco la situazione delle famiglie. Conosco bene Andrea Agnelli e Allegra Agnelli, non conosco gli altri per cui non so cosa ptrà succedere. Dico soltanto che è stata fatta una cosa ingiusta perché per togliere la Juventus agli Agnelli potevano usare metodi diversi. Invece nel 2004 (dichiarazioni fatte da Blanc in un’intervista a “Le Monde”) John Elkann ha incontrato Blanc e hanno concordato di farci fuori e questo la dice lunga. Hanno avuto due anni di tempo per fare tutto quello che volevano”.
Però adesso la verità e molti retroscena si stanno svelando…
“Prima o poi viene fuori tutto, su questo non c’è dubbio ed è anche una soddisfazione se vogliamo. Però è anche chiaro che è stato un brutto momento. Soprattutto il modo di fare della nuova proprietà. Non sono stati leali. Bastava avere il coraggio di dire: “noi non vi vogliamo. Anche se siete stati bravi, fateci la cortesia e andatevene”. Tutto qua. D’altra parte è bene ricordare che, quando siamo arrivati noi, erano nove anni che la Juventus non vinceva e gli abbiamo fatto passare dodici anni di glorie. Che poi fossimo invisi alle altre squadre soprattutto al Milan e all’Inter non c’erano dubbi e le milanesi ne hanno approfittato. Tant’è che io nel 2006 quando è successo il tutto ho detto: “da ora in poi il calcio diventerà tutto milanese” e non mi sono sbagliato”.
Quindi è concretamente possibile che con Andrea Agnelli lei possa ritornare a fare il Direttore Generale alla Juventus?
“Con Andrea Agnelli i rapporti sono ottimi. Sia io che Giraudo abbiamo dato tutto per questa famiglia, ma abbiamo dato tutto anche per la famiglia della Juventus. Credo che ci saremmo meritati ben altro atrattamento. Con Andrea Agnelli, supposto che possa avvenire la cosa, sarebbe tutto da vedere”.
In questo momento di sconforto della Juventus, che messaggio si sente di mandare ai tifosi bianconeri?
“Intanto ringrazio i tifosi bianconeri per la stima che hanno in me e colgo l’occasione per ringraziare anche Tardelli per le parole che ha detto. Le parole ovviamente non attutiscono il dolore degli ultimi anni, però sono cose che fanno piacere soprattutto quando uno stadio inneggia il tuo nome. Mi auguro che la Juventus possa riprendersi perché così non funziona”.
Come commenta l’attuale situazione della Juventus?
“Il problema che incombe è far riprendere la Juventus. Ho l’impressione che questa società ha fatto proclami fuori posto e non ne ha mai azzeccata una. Ad esempio ha detto che il secondo posto era poco. Ora mi sembra che anche il quarto sia troppo. Puntavano al terzo e sono al sesto! Hanno anche avuto il coraggio di dire che, per lenire tutto quanto, avrebbero vinto l’Europa League. Ed invece sono stati eliminati dal Fulham: una squadra da metà classifica del nostro campionato. In pratica: chiacchierano parecchio.
E poi, secondo me, siccome le società di calcio hanno un gruppo di giocatori importanti, ci vuole un carisma diverso da quello che hanno loro per farli sentire tranquilli prima di scendere in campo. Una società forte li protegge, mentre questi giocatori hanno un timore reverenziale nei confronti degli avversari. Quando c’eravamo noi, invece, erano sicuri del fatto loro perché sapevano che ci sarebbe stata una società che li avrebbe difesi a spada tratta e soprattutto perché il calcio è un business e tutti voglio vincere e quindi le polemiche sono all’ordine del giorno. E noi abbiamo sempre e comunque combattuto le polemiche. Può darsi pure che ci abbiano fatto pagare anche questa cosa”.

Andrea Bonino