Luciano Moggi: “Cristiano Ronaldo era della Juve”

Ecco qui la seconda parte dell’intervista dall’ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi, rilasciata a “Tutti Pazzi Per La Juve”.

Alvise Cagnazzo, l’inventore de “L’Uomo Nero” di Carlo Nesti, intervistato da noi qualche settimana fa ha detto: “in 12 anni dell’era Moggi il Milan ha ricevuto 93 rigori a favore, la Lazio 88, la Roma 86 la juventus 82 e dovete domandare ai giornali di partito, perché oggi in Italia abbiamo dei giornali che tifano. “Se la Juventus aveva un sistema, questo sistema funzionava? Lo sapete qual è l’ultima partita che la Juve ha perso con Moggi al timone? E’ Juve-Inter. Sapete chi era l’arbitro? De Santis! Non era l’arbitro che aiutava Moggi?”. Come commenta queste dichiarazioni?
“E’ tutto un discorso fuori posto. In pratica hanno voluto manovrare come volevano e devo dire che ci sono anche riusciti per il momento. Però piano piano le cose vengono a galla e sicuramente sarà ristabilita una verità. Io conto molto in questo anche se è una cosa che mi ha fatto male. Gli arbitri favoriscono le squadre forti per la sudditanza. E su questo è inutile discutere: c’è sempre stata e sempre ci sarà”.
Come commenta l’operato di Collina e dei suoi rapporti con Meani del Milan considerando le intercettazioni che li riguardano?
“Noi combattevamo il fatto che Collina venisse da noi ad arbitrare e non sapevamo delle intercettazioni. Quelle in cui lui diceva a Meani che voleva passare a mezzanotte dalla porta di dietro del suo ristorante chiuso perché nessuno lo vedesse. Collina ci ha comportato una sconfitta nella piscina di Perugia dopo 75 minuti di stop. Per non parlare poi della Supercoppa Europea giocata a New York: ad un minuto dalla fine del primo tempo supplementare, c’era il Golden Gol, ci ha dato un rigore contro ed il Milan è andato in vantaggio 1-0. Poi, fortunatamente, si è ribaltata l’azione, abbiamo fatto il gol del pareggio e poi abbiamo vinto ai rigori. Però rileggendo quelle intercettazioni viene da pensare. Già all’epoca volevamo difenderi da queste cose. Non sapevamo di questi retroscena, ma immaginavamo che potessero esserci situazioni di questo tipo”.
A Napoli è appena iniziato il controesame del Colonnello Auricchio, colonna portante dell’operazione “Off-Side”, da parte degli avvocati delle difese.
“Si, con noi se la vedrà martedì (23marzo ndr)”.
Il Colonnello ha incredibilmente dichiarato di aver visionato le partite oggetto di indagine non guardandole direttamente, ma dai tabellini dei quotidiani sportivi del giorno dopo, escluso “TuttoSport” perché era di parte. Non le sembra assurdo?
“Una cosa ridicola. Leggeva la Gazzetta soprattutto. Poi ha saputo dire soltanto dei non ricordo. E’ troppo poco. Auricchio ha inoltre dichiarato di non aver messo sotto attenzione la partita più importante del campionato per l’assegnazione dello scudetto ovvero Milan-Juve finita 0-1, perché l’arbitro designato era Collina: sinonimo di garanzia. Poi ha detto un’altra cosa che cozza con lui e con quello che sostiene. In aula ha detto che noi attenzionavano soltanto le partite che erano intercettate. Si è dimenticato appunto dell’intercettazione di Collina e del fatto che lui aveva avuto anche lo stesso sponsor del Milan qualche tempo prima quindi era, a maggior ragione, una partita da attenzionare. Gli è sfuggito questo piccolo particolare e dovrà rispondere di tutto nell’udienza di martedì e non credo che abbia tante vie di fuga su questo argomento”.
Gigi Maifredi, intervistato da noi qualche mese fa, ci ha riferito che lei aveva quasi portato a termine l’acquisto di Cristiano Ronaldo e di Steven Gerrard. E’ tutto vero?
“Cristiano Ronaldo lo avevo già preso da ragazzino, poi purtroppo Salas rifiutò il trasferimento (allo Sporting Lisbona ndr) e mandò a monte tutto quanto. Ogni squadra ha un modo di operare. Cristiano Ronaldo sta bene nel Real Madrid perché è un gran giocatore, però è un giocatore che gioca per conto suo, fa dei gol eccezionali, ma i galacticos vanno tutti per conto loro e ottengono risultati anche perché il campionato spagnolo è fatto di due squadre e poco altro. Poi però vanno in Europa ed il Real è eliminato. Noi facciamo le squadre con metodi diversi: cerchiamo di mettere insieme in ogni reparto giocatori che sappiano dialogare e sappiano essere polivalenti. Gerrard, stavo provando a portarlo a Torino”.
Valutando la rosa della Juve, bisogna rifondare?
“Se si somma il fatto che alcuni giocatori hanno avuto un rendimento relativo ed altri hanno una carta d’identità che parla, si capiscono i notevoli limiti della Juventus. Se non è tutto da rifare poco ci manca”.
Quindi è palpabile l’assenza di programmazione?
“Su questo non ci sono dubbi oppure c’è una programmazione sbagliata”.
Riscatterebbe Caceres?
“Giocatori come Caceres noi li tenevamo in panchina. Pensate, considerando ovviamente la differenza di ruolo, che Mutu stava in panchina nella nostra squadra. Nel fare una squadra forte non è certamente questo tipo di giocatori indicati per fare qualcosa di buono. E’ un giocatore discreto. E’ giovane, può migliorare, ma non uno che può dare un apporto sostanziale alla squadra”.
Perché la Juventus fatica così tanto e non riesce a gestire il risultato gettando tutto alle ortiche come è successo in campionato contro il Siena ed ultimamente contro il Fulham nell’incredibile eliminazione dalla Europa League?
“Ritengo che la Juventus sia una squadra intristita dai propri dirigenti: non c’è allegria. Noi in pratica univamo l’utile ed il dilettevole: facevamo avere alla squadra un ambiente allegro quando doveva essere allegro e lavorativo quando doveva essere lavorativo. Eravamo un gruppo che dava e riceveva. Tutto diverso da adesso. Adesso ognuno fa le proprie dichiarazioni mettendo in confusione tutto l’ambiente e questo con noi non sarebbe mai successo”.
Come valuta il comportamento di Zebina e di Melo che si sono resi protagonisti di episodi poco edificanti nei confronti dei tifosi bianconeri?
“Non avrei preso alcun provvedimento perché se ci fossi stato io non si sarebbero permessi di fare tanto. Se l’avessero fatto, cosa che escludo a priori anche adesso, se ne stavano in tribuna a vedere le partite”.
Secondo lei, chi è il giovane rivelazione di questo campionato?
“Per quanto riguarda noi, sicuramente Marchisio. E’ arrivato anche in Nazionale quindi credo che sia più di una rivelazione. Ma anche Criscito, De Ceglie, che sono giocatori che in pratica hanno dato e danno un contributo notevole”.
Tutti usciti dal settore giovanile della sua gestione…
“In Serie B e in Serie A, sparsi in tutta Italia, c’è il parco giocatori del settore giovanile che avevamo noi. Quello che ha vinto tanto e che tutt’ora esiste perché quando siamo andati via praticamente c’erano i Giovanissimi Regionali, gli Allievi Regionali e gli Allievi Nazionali che adesso vengo utilizzati con la Primavera. Quindi ancora la mano del nostro settore giovanile esiste, però se non viene curata si depaupera”.
Chi secondo lei sarà l’oggetto del desiderio del prossimo calciomercato italiano?
“Campioni in assoluto ce ne sono pochi da prendere. C’è da scoprire qualche giocatore, per esempio se io fossi in una squadra di calcio prenderei il centrale difensivo del Chievo Yepes, che sicuramente è un giocatore di tutto rispetto”.
Pare che proprio su Yepes ci siano l’Inter ed il Milan.
“Quando si dorme può succedere anche questo”.

Andrea Bonino