Nestlè, ecco i piani produttivi per il 2010: “Forte impegno per il rilancio del marchio Perugina”

Si sono aperte oggi presso la Confindustria di Perugia le trattative tra Nestlè Italia, le organizzazioni sindacali di categoria, Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil dell’Umbria e la Rsu Perugina. E’ quanto afferma una nota della Cgil dell’Umbria.

L’azienda – prosegue il comunicato – ha illustrato i piani produttivi per il 2010, gli investimenti tecnologici e i relativi fabbisogni occupazionali. E’ stato confermato per il 2010 un leggero incremento dei volumi della fabbrica Perugina, facente parte appunto del gruppo Nestlè e situata a San Sisto (Perugia). Prosegue, inoltre, un “forte impegno” da parte del gruppo per il rilancio dello stesso marchio Perugina legato al settore della confiserie, con investimenti sia nell’area marketing-commerciale, sia in quella tecnico-produttiva.

Le esportazioni – si legge ancora nella nota dei sindacati – si manterranno sui livelli degli anni precedenti e verranno consolidate dal definitivo trasferimento delle produzioni precedentemente in capo allo stabilimento di Saint Menet, in Francia. Sempre presso lo stabilimento di Perugia si concentreranno le produzioni dei biscotti da gelato, con l’obiettivo, dichiarato da parte del management Nestlè, di concentrare in Perugina tutte le produzioni europee di questo tipo.

Sul versante occupazionale, i sindacati hanno richiesto all’azienda il rispetto degli accordi sottoscritti e ribadito la necessità di procedere ad assunzioni in copertura del turnover fisiologico. Di questo, e non solo, si parlerà in occasione del prossimo coordinamento nazionale che si terrà a Milano il prossimo 25 marzo.

“Abbiamo detto a Nestlè – ha affermato la segretaria della Flai Cgil dell’Umbria, Sara Palazzoli – che la sua responsabilità sociale nel rapporto con i lavoratori della Perugina è un punto per noi estremamente qualificante, specie in un momento di crisi profonda come quello attuale. Oggi più che mai – ha concluso – è necessaria la massima attenzione nei confronti dei dipendenti diretti e dei lavoratori delle ditte appaltatrici che operano per Nestlè”.

Mauro Sedda