Netanyahu non rinuncia alle colonie:”Gerusalemme è la nostra capitale”

Mancano ormai solo poche ore all’incontro tra il presidente Barack Obama–  uscito vittorioso dalla battaglia per riformare il sistema sanitario degli Stati Uniti e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Tema dell’incontro è lo spinoso problema delle colonie che Israele ha annunciato di voler costruire a Gerusalemme est, e la questione eternamente irrisolta dei negoziati di pace con i palestinesi.  Ma il primo ministro Netanyahu ha anticipato quale sarà la posizione del suo Paese nell’incontro, ribadendo di non voler rinunciare agli insediamenti. “Gerusalemme non è una colonia -ha detto il primo ministro nel corso della riunione annuale dell’Aipac (Comitato per gli Affari Pubblici Israelo.Americani)- è la nostra capitale. Il popolo ebraico ha costruito Gerusalemme tremila anni fa, e continua a costruirla ora”,

Il premier israeliano ha sottolineato di aver continuato la politica dei suoi predecessori, e che l’annuncio di voler costruire delle nuove colonie non viola nessuno degli accordi presi in precedenza. “Tutto il mondo sa- ha detto  Netanyahu- che questi quartieri saranno parte di Israele in qualunque accordo di pace. Quindi, costruire in quelle zone non impedisce la possibilità di una soluzione a due Stati”.

Il primo ministro israeliano ha espresso il desiderio di arrivare presto a una pace con i palestinesi. ma ha sottolineato che  “la pace richiede la reciprocità. Non può essere una strada a senso unico in cui solo Israele fa concessioni”.  Sulla relazione con gli Stati Uniti- che sembra vivere momenti bui-  Netanyahu ha affermato che, nonostante sia importante la collaborazione dell’America per affrontare “sfide monumentali”, “il futuro dello Stato Ebraico non può dipendere in alcun modo dalla benevolenza, neanche se fosse dell’uomo più nobile. Israele deve sempre riservarsi il diritto a difendersi“.

Si aspetta ora quale sarà la risposta di Obama. L’amministrazione di Washington che aveva apertamente criticato l’annuncio di voler costruire nuove colonie, qualificandola di “affronto”,, nei giorni scorsi aveva cercato di smorzare i toni del confronto, sottolineando il “saldo e incrollabile” legame tra gli Stati Uniti e Israele. Nonostante ciò, il quartetto della Pace riunito a Mosca, di cui fa parte oltre agli Stati Uniti anche l’Onu, l’UE e la Russia, ha fissato come condizione indispensabile per la ripresa dei negoziati di pace la rinuncia di Israele alla costruzione di nuove colonie.