Inizio lavori per l’ospedale pediatrico di Varese

“Un risultato che è il frutto dell’impegno di tanti” ha affermato Stefano Tosi, capolista del PD alle regionali, presente ieri mattina alla posa della prima pietra del nuovo ospedale pediatrico a Varese.

La cerimonia ufficiale, voluta dal Comitato tutela bambino in ospedale, si è svolta nel giardino della vecchia Villa del Ponte, una volta di proprietà di Filippo del Ponte, morto il 22 marzo 1867, che un anno prima effettuò la donazione.

Nasce da questa, la struttura ospedaliera, che oggi si arricchisce anche del polo pediatrico, fortemente voluto dalla popolazione, dagli enti locali e da entrambi gli schieramenti politici, come tiene a sottolineare Stefano Tosi.

“Varese ce l’ha fatta ed è un traguardo che riempie di orgoglio, l’ospedale del bambino si farà grazie al contributo di due governi nazionali, uno di centrosinistra e l’altro di centrodestra, che hanno allo stesso modo colto il valore del progetto; la stessa coesione, lo stesso spirito di collaborazione tra i diversi schieramenti politici andranno trovati anche nel futuro”.

Sono stati i bambini della scuola Parini, che hanno avviato i lavori al nuovo ospedale dedicato ai piccoli malati, tutti muniti di guanti in lattice, hanno infilato le mani in tre vaschette di cemento vivo per imprimere la propria impronta.

Le lastre con le loro impronte saranno poi, una volta ultimati i lavori, collocate nella hall della struttura, non si sa ancora se nel pavimento o nelle pareti interne.

Durante il suo intervento Tosi ha elogiato anche il contributo dei volontari, senza il quale non si sarebbe mai arrivati al risultato “l‘impegno del Comitato è stato prezioso soprattutto perché è servito a coinvolgere tutta la società varesina, le associazioni ma anche i singoli, centinaia di singoli cittadini. Questo è il miglior cemento per costruire un servizio sanitario”.

L’area da edificare è stata consegnata il 15 marzo, alla ditta Infrastrutture Lombarde, che ha vinto l’appalto per il primo lotto e che ha aperto ieri il cantiere.

Giulia Di Trinca