Rinnovabili: Sorgenia, investiti 2 MLD in sei anni

“Abbiamo deciso di investire molto in rinnovabili: in sei anni l’investimento è stato di due miliardi”. E’ quanto ha affermato Massimo Orlandi, amministratore delegato di Sorgenia, nel corso della presentazione del dossier ‘Comuni rinnovabili 2010’ di Legambiente, svoltasi oggi a Roma presso la sede del Gse (Gestore servizi energetici). L’iniziativa ha evidenziato un’Italia in piena rivoluzione energetica con migliaia di impianti installati nell’arco degli ultimi anni e molti altri in via di installazione o in fase di approvazione.

La Sorgenia è il primo operatore privato italiano del mercato nazionale dell’energia elettrica e del gas naturale, con 500.000 clienti sparsi in tutto il territorio nazionale e con impianti di generazione elettrica per circa 2.900 MW di potenza, che nel 2008 – riferiscono dal sito dell’azienda – hanno prodotto più di quattro miliardi di kWh. La Sorgenia ha basato, da sempre, la sua attività sull’efficienza energetica e l’attenzione all’ambiente, definite queste “le linee guida della nostra strategia di crescita, che hanno fatto di Sorgenia un’azienda sensibile ai principi dello sviluppo sostenibile e convinta promotrice di una cultura che favorisca un uso corretto e consapevole delle risorse energetiche”.

“Oggi – ha proseguito Orlandi durante il suo intervento – siamo i più grossi produttori di fotovoltaico. Per quanto riguarda l’eolico abbiamo acquisito il secondo produttore francese e abbiamo progetti sia in Romania che in Grecia. Le rinnovabili – ha osservato – completano la nostra strategia”.

Secondo il pensiero espresso dall’amministratore delegato di Sorgenia, “il futuro premierà questo tipo di produzione virtuosa e sostenibile per l’ambiente”. Orlandi ha reso noti poi con orgoglio i numeri dello sviluppo non trascurabile di Sorgenia. “Noi siamo quasi arrivati alla cifra di 300 mila clienti in tre anni – ha proseguito – e abbiamo avuto una crescita vorticosa pur rivolgendoci soprattutto alle piccole e medie imprese e alle partite iva. Anche perché – ha concluso il dirigente – a causa dell’incertezza delle regole servire un cliente a casa è ancora un p0′ difficile: bisogna che questi vengano riconosciuti come servizi essenziali”.

Mauro Sedda