Sarkozy, poliziotto ucciso Eta: “Tolleranza zero” contro gli attentati alla polizia

Oggi a Melun, poco distante da Parigi, i due presidenti di Francia e Spagna, SarkozyZapatero, hanno dato l’estremo saluto al poliziotto Jean-Serge Nérin, per cui sono valsi i funerali di Stato.

Nérin, è stato il primo poliziotto francese ucciso dalla violenza terrorista dell’Eta -organizzazione separatista basca- durante una rapina avvenuta a Melun. Stava fronteggiando alcuni ladri, ai quali  l’ organizzazione indipendentista di lingua Euskadi aveva commissionato un furto d’auto. Le auto sarebbero poi servite come autobombe.  Nérin, coinvolto nello scontro a fuoco con i rapinatori (anch’essi presunti appartenenti all’Eta) è rimasto ucciso.

Il presidente Nicolas Sarkozy al momento dell’elogio funebre ha specificato che non ci sarà “nessuna tolleranza” a chi “attenta” le forze dell’ordine: “Che le cose siano chiare- ha detto il presidente- chiunque attenta la vita di un poliziotto, un gendarme, un funzionario, attraverso l’insulto o attraverso delle azioni, fa attentato anche alla Repubblica. A fronte di queste aggressioni, noi applichiamo la tolleranza zero”.  Ha aggiunto che “presto” ci sarà “una modifica della legge penale destinata a punire più severamente gli assassini delle forze dell’ordine” (fonte Le Monde).

Raccoglimento e minuto di silenzio nella corte d’onore della prefettura di Dipartimento, anche per José Luis Zapatero, presidente spagnolo, e per i ministri della giustizia, Michèle Alliot-Marie e il suo pari spagnolo Alfredo Perez Rubalcaba. In seguito al funerale i due capi di Stato si sono recati all’Eliseo, dove hanno discusso, fra l’altro, di azioni bilaterali nella lotta al terrorismo basco.

Durante gli ossequi della salma uno schermo gigante posto davanti alla prefettura ha consentito a centinaia di colleghi di Jean-Serge Nérin, raccolti nel silenzio, di vedere i funerali di Stato.

Nérin, 52 anni, comandante di polizia, dopo la sua morte è stato nominato cavaliere della Legion d’Honneur, a seguito di venti anni di carriera nelle forze dell’ordine. Era padre di quattro figli.

Andrea G. Cammarata