Carbonio 14: sommelier dei nostri giorni

Oggi i sommelier per eseguire l’indagine organolettica dei vini, al fine di valutarne soprattutto la qualità, hanno a disposizione, oltre al gusto ed all’olfatto, un altro alleato: la radioattività.

Una metodica già usata in archeologia viene ora in aiuto anche degli enologi, che spesso hanno a che fare con falsi vini d’annata.

La datazione del carbonio 14 si basa, sulla misurazione dell’isotopo contenuto nel vino, che mostra alterazioni dovute agli esperimenti atomici effettuati fino al 1963.

L‘Università di Adelaide, in Australia, ha presentato al meeting annuale dell’American Chemical Society, il nuovo test, che permetterebbe di risalire all’annata originale del vino.

Questo metodo potrebbe portare alla scoperta, secondo gli studiosi, della falsità di almeno il 5 per cento dei vini più preziosi. Non è facile infatti, smascherare i vini d’annata falsi, che causano chiaramente problemi economici non indifferenti, dato l’alto costo delle bottiglie.

“I conoscitori collezionano vini d’annata venduti nelle aste per centinaia di migliaia di dollari”, commenta Graham Jones, uno degli autori dello studio.

Secondo gli esperti molti dei vini spacciati per pregiati, sarebbero diluiti con mescite meno importanti, per questo il metodo di analisi potrebbe aiutare a smascherare i falsi, perché indaga sulla quantità del carbonio 14 che viene assorbito dai grappoli d’uva.

Il test avverrebbe attraverso uno strumento di laboratorio chimico: lo spettrometro di massa.

Gli esperimenti atomici degli anni ’50 hanno alzato il livello del carbonio 14, che solo dopo il 1963 ha iniziato ad abbassarsi.

Spiega Jones che ” Con il bando di questi test, la percentuale di C-14 si è via via diluita: una volta che si determina questo parametro è possibile stabilire anche l’anno in cui il vino è stato prodotto”.

Il metodo è stato utilizzato su 20 bottiglie di vino australiano, datate dal 1958 al 1977, funzionando con l’oscillazione temporale di solo un anno. I ricercatori stanno pensando inoltre di utilizzare il test anche sui fenoli o l’acido tartarico, per affinare ulteriormente l’analisi.

“Ormai i vini pregiati vengono usati come forma di investimento – continua Jones –  il nostro metodo può essere quello più indicato per scoprire la vera annata di un vino”.

Giulia Di Trinca