Wall Street risponde bene alla riforma sanitaria

“Yes we did” può dire Obama, non più “Yes we can”  con il “sì” della Camera con 219 favorevoli e 212 contrari è stata approvata la “sofferta” riforma sanitaria che vede l’assistenza medica per 32 milioni di americani che ne erano sprovvisti.

Subito è scattata l’euforia negli indici statunitensi.
Dopo una partenza sottotono, che sembrava causata dall’indice Fed Chicago peggiore delle attese e dalle preoccupazioni per la situazione della Grecia, Wall Street ha registrato per il segno più.
Inizialmente ha fatto da traino il comparto tecnologico vivacizzato dal no di Novell ad una offerta da 2 mld di dollari perché  ritenuta “inadeguata”.  Il punto di svolta è stato il comportamento della Borsa Usa, che con l’ok alla riforma sanitaria ha guadagnato terreno proprio con i titoli farmaceutici: “Il numero di assicurati è destinato ad aumentare e più persone avranno modo di pagare per i medicinali, cosa che sosterrà il settore farmaceutico”, ha spiegato infatti Robert Pavlik, analista di Banyan partners.

Sta di fatto che il Dow Jones ha ignorato il calo dell’indice Fed di Chicago, sceso più del previsto in febbraio, per concentrarsi sugli aspetti positivi. Tra queste ultime sta facendo bene la Tenet Healthcare con un guadagno del 9,22%, mentre tra i gestori di ospedali Community Health Systems avanza del 5,71%, così come LifePoint Hospitals +5,35% e Universal Health Services +5,66. Molto bene anche i colossi farmaceutici Merck e Pfizer con guadagni sopra l’1,5%.
Dimessi invece gli energetici a causa del calo del prezzo del petrolio.
Tra i principali indici a stelle e strisce, il Nasdaq mostra un guadagno dello 0,91%, il Dow Jones dello 0,56%, l’S&P500 dello 0,55%.

Diana de Angelis