Alberto Zaccheroni: “La classifica non è esaltante, ma non molliamo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:19

Alberto Zaccheroni valuterà dopo l’allenamento odierno lo stato di forma di alcuni giocatori, ma nel frattempo si gode il suo capolavoro: nella peggior settimana della sua stagione, la squadra ha mantenuto la serenità e la giusta convinzione, senza deprimersi troppo. Sarebbe stato il disastro sportivo. Dopo l’eliminazione dall’Europa League e il ko contro la Sampdoria, lo sconforto s’è impossessato di tutto lo spogliatoio. Logica conseguenza. Squadra in ritiro e mazzata psicologica enorme. Ed invece il tenico è riuscito nel suo intento: fare in modo che la squadra mantenesse equilibrio e restasse serena. I giocatori sono entrati in campo giocando a ‘torello’, tra pacche sulla spalla, risate, simulazioni di contatti proibiti. Il morale era alto. Tutti concentrati al massimo sul prossimo impegno, ma comunque sereni, convinti di poter superare il momentaccio con l’unione del gruppo. Da qui la Juventus può ripartire domani sera allo stadio San Paolo di Napoli. La brillantezza? Per quella bisognerà aspettare. Anche Zac lo sa: “Nessuno può avere brillantezza. Hanno giocato quasi sempre gli stessi e alcuni sono appena rientrati dai rispettivi infortuni. Non siamo brillanti ma non stiamo neanche male. Domani mi aspetto di stare bene in partita”.

Lei dopo il ko di Genova ha detto: “Io credo ancora al 4° posto e non molleremo”. Da dove questa consapevolezza?
“Dal fatto che io devo analizzare l’andamento delle partite. Io la differenza in campo tra i miei ragazzi e la Sampdoria non l’ho vista. I miei giocatori hanno retto bene il confronto stando bene in partita e riuscendo spesso a vincere i duelli reparto contro reparto. In questa gara non abbiamo sofferto troppo. Ho tutti campioni e persone famose nello spogliatoio, ma sono comunque giovani. In fondo sono ragazzi! Io sono più esperto e anziano di loro. Capisco che si possano sentire più giù di morale dopo due ko di fila in sette giorni, ma devo riportarli in equilibrio. Devono essere sempre in tensione positiva. Non devono essere né troppo esaltati né troppo demoralizzati. Certo la classifica non ci sta dando soddisfazione, inutile nasconderlo. Ma il nostro valore è rimasto sempre quello. Non è che dopo due sconfitte si sia abbassato. Siamo consci del nostro valore e andiamo avanti così. Concentrati ed equilibrati”.
Il risultato di Genova denuncia i limiti della Juve che non riesce a pungere e subisce gli avversari 
“A noi manca brillantezza. La brillantezza è quella che ci fa fare la giocata più veloce degli altri, al momento giusto e coi tempi giusti. La giocata determinante. E siccome siamo esseri umani come tutti, ci sono momenti in cui non puoi essere al top,sempre e comunque. 100 giorni su 100. Anche a voi giornalisti se chiedono di scrivere 20 pezzi al giorno, non riuscireste a farli tutti con la stessa intensità e qualità. Capita anche a noi. Fino alla mezzora contro il Siena era andato tutto bene. Poi dieci giorni difficilissimi. Ma non dobbiamo dimenticarci quello che di buono abbiamo fatto prima del doppio ko. Capita”.
Forse c’era stato troppo entusiasmo dopo l’andata con il Fulham. Dopo di che s’è rotto qualcosa? “Quando si perde nel calcio si pensa subito negativo ed arriva negatività da tutte le parti. E’ lo sport nazionale e tutti commentano: tifosi, media, amici e parenti. E’ ovvio. Ma è dovere di chi conosce le problematiche dall’interno restare coi piedi per terra e analizzare soltanto i dati di fatto. Gli esterni non possono sapere cosa succede nelle dinamiche di squadra. Possono soltanto vivere di sensazioni, ed è giusto che ognuno dica la sua. Ma io devo lavorare su quello che abbiamo fatto bene e quello no. Fatti! E gli faccio vedere in un video le cose giuste e le cose sbagliate, quello che ha funzionato e quello che non ha funzionato. Altrimenti le parole, da sole, non basterebbero. Dunque: ce la stiamo mettendo tutta e facciamo quello che è nelle nostre possibilità del momento. Alcuni errori li abbiamo commessi e ci stanno, ma altre volte succedono cose che non dipendono da noi”.
Non ha paura che i giocatori, visto che siamo alla fine della stagione, possano scendere in campo con la testa altrove? Tra un pò ci sono i Mondiali e bisogna capire chi resta il prossimo anno e chi va via… “Non mi sembra che la dirigenza o la proprietà si sia espressa sul futuro di ogni singolo giocatore. Sicuramente è impossibile pensare che l’anno prossimo a Pinzolo la Juventus si presenterà con 285 giocatori. Se qualcuno sta pensando ad altro e in campo tirerà indietro la gamba, non gioca la partita dopo. Finora non è mai stato così, e credo che continuerà ad essere così”.
Sebbene Diego non andrà ai Mondiali continua ad avere un rendimento basso
“Difficile che un singolo giocatore riesca ad esprimersi al meglio. In un gioco di squadra Diego fa quello che i compagni gli permettono di fare. Visto il momento difficile,  non è facile vedere giocatori al massimo”.

Andrea Bonino

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