Alberto Zaccheroni: “Mi preoccupa l’aspetto psicologico: dobbiamo reagire”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:00

Dopo la due sconfitte consecutive tra campionato e coppa contro Fulham e Sampdoria, la Juventus è attesa dall’ennesimo esame a Napoli. Contro i partenopei i bianconeri si giocano un’altra possibilità per restare agganciati alla zona Champions League, ultimo obiettivo stagionale rimasto. Questa settimana Alberto Zaccheroni ha dovuto lavorare molto soprattutto sull’aspetto psicologico. L’ambiente è più depesso del solito dopo l’inaspettata eliminazione dall’Europa League e la sconfitta di Genova, pur non avendo demeritato. Oltretutto la lista degli infortunati sembra essersi allungata con i problemi muscolari di Iaquinta e Salihamidzic, e il problema alla caviglia di capitan Del Piero. Senza contare le assenze obbligate di Legrottaglie, squalificato, e di Sissoko, colpito da grave lutto famigliare e volato a Parigi per dare manforte alla moglie. Tutti saranno valutati oggi pomeriggio durante l’allenamento di rifinitura. Con questo quadro generale Zac si accinge ad affrontare Walter Mazzarri. “Il punto della situazione degli infortunati? La farò più tardi dopo l’allenamento – ha dichiarato il tecnico nella consueta conferenza stampa di vigilia -. Sapete di Sissoko: non sappiamo quando tornerà. Difficile saperlo e io non lo spingo di sicuro. Deve sentirsela lui. E’ difficile restare sereni in questi casi. Verificheremo le condizioni di Iaquinta e Del Piero. C’è da valutare Buffon, ma siamo orientati sull’aspettare ancora un pò. Manningere onvece sta un pò meglio di lui, visto che è stato fermo meno tempo. Ieri sul campo ho avuto risposte positive da lui. Amauri ha ripreso col gruppo ed è disponibile, ovviamente la sua condizione non può essere al meglio. Gli manca brillantezza. Chiellini, invece, sta benissimo, altrimenti non lo utilizzerei”.
Il ritiro di questi giorni è servito?
“Impossibile saperlo oggi: mancano i punti di riferimento in campo. Si è deciso di stare ancora di più insieme, di fare un ulteriore sforzo per concentrarsi maggiormente. Questo è un momento delicato, molto delicato. Fino a dieci giorni fa non ci aspettavamo di precipitare in questa situazione. Io l’avevo messo in preventivo ma speravo non arrivasse mai. C’è stato un calco di prestazione nell’ultima settimana, ma dopo Genova non c’era nulla da chiarire perché lo facciamo tutti i giorni e parliamo tutti i giorni. Stiamo facendo tutto il possibile per portare avanti gli obiettivi rimasti. Conosciamo il nostro valore e andiamo avanti per la nostra strada”.
Napoli: partita da coltello tra i denti?
“Già domenica non ho avuto nulla da rimproverare ai ragazzi per l’impegno, per come han tenuto il campo e per la determinazione. Poi ci sono episodi che fanno pendere il risultato da una parte o dall’altra. Non è che abbiamo subito l’iniziativa degli avversari: grandissimi rischi non ne abbiamo corsi contro una squadra che, a detta di tutti, è in uno strepitoso momento. In casa non perdeva da 14 mesi, ma  io questa grande differenza, sul campo, non l’ho vista”.
Voi con i cerotti, Napoli in forma. Che partita si aspetta?
“Noi siamo abituati ai certotti, purtroppo. Loro hanno costruito la loro classifica, oltre che sui valori individuali, soprattutto sul San Paolo. Dopo i risultati dell’ultimo periodo e l’ottima gara di milano avranno il sostegno di tutti i tifosi. Ma la Juventus è abituata a questa situazione: ovunque va i sostenitori avversari danno il massimo. Loro hanno poco da perdere: se sbagli contro il cagliari arrivano le critiche. Se invece sbagli contro la Juventus nessuno dice nulla. Psicologicamente giocheranno più tranquilli”.
Cos’ha da perdere la Juve?
“I tre punti per irrobustire la classifica. Nient’altro”.
Se dovesse arrivare un’altra sconfitta, l’ambiente rischia di deprimersi ancor di più e di complicarsi la vita fino afine stagione
“Chi fa il nostro mestiere è abituato a convivere con il rischio. Quando si gioca è sempre dietro l’angolo, ma non lo prendi in considerazione altrimenti non scendi nemmeno in campo. A noi serve mantenere una classifica che ci consenta di potercela giocare alla pari con le altre fino alla fine. Contando soprattutto sulla testa, mentre le gambe non possono essere al top. Dalla prossima settimana avremo più intervallo tra una gara e l’altra e potremo migliorare la nostra condizione e mettere maggior benzina nelle gambe. Mi preoccupa l’aspetto psicologico. Fino a dieci giorni fa andava tutto bene. Poi abbiamo avuto una settimana storta.  Dobbiamo convivere con la sensazione della sconfitta e mi preoccupo post-ko. Soltanto quello ci può frenare. Marco a uomo i miei ragazzi perché capiscano che quello che si dice,che si scrive, che si sente in giro in parte è vero, ma in parte è frutto del risultato e non di quello che ha detto il campo. E’ il nostro lavoro”.

Andrea Bonino

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