Argentina: sarà effettuata castrazione chimica sugli stupratori e violentatori

Combattere le violenze e gli abusi sessuali sulle donne è da sempre una delle priorità dei governi mondiali. Numerose sono le iniziative lanciate per combattere questa infamia ma spesso le misure adottate non sono efficaci. La prigione per gli stupratori non è una buona soluzione considerando che troppo spesso un violentatore che ha scontato la sua condanna una volta uscito dal carcere ha molte probabilità di ricadere nel reato. Vi sono studi documentati su tale teoria.

I dirigenti politici dello stato di Mendoza, nella zona occidentale dell’Argentina, hanno deciso di mettere in piedi un programma che prevede la castrazione chimica contro i responsabili di questi delitti, una proposta che era stata paventata anche nel nostro paese. Una presa di posizione forte assunta anche a seguito di uno studio commissionato dall’amministrazione della regione dove risulta che oltre il 70% dei colpevoli di violenze e abusi sessuali finiti in carcere una volta scontata la pena ricade nello stesso disdicevole errore.

Tove Hornelius, presidente di Etta Sos, associazione che combatte la violenza sulle donne, ha invece forte dubbi sull’efficacia di questa possibile misura. “Credo che sia un fattore psicologico e non fisico. La castrazione chimica a mio avviso non è una buona cosa. Ad esempio in Gran Bretagna questa misura ha avuto successo solo sul due percento delle persone su cui è stata sperimentata. Nella grande maggioranza dei casi l’istinto rimane. L’aggressività resta”.

Dovrebbero essere due i trattamenti previsti dallo stato di Mendoza. Il primo consisterà nella somministrazione mensile di ormoni che controllano la produzione di sperma e testosterone. Il secondo sarà decretato dalla somministrazione di una pillola che inibisce il desiderio sessuale. Ad ogni modo entrambi i trattamenti potrebbero avere effetti collaterali piuttosto seri e per questo sono vivamente attaccati dagli esperti del settore.

Una svolta contro questo tipo di reato che ora potrebbe prendere piede anche al di fuori del territorio argentino. Una misura che, d’altro canto, non determinerà una cessazione di questo ignobile reato.

Alessandro Frau