Battaglia gay per il ballo della scuola.

Candice McMillen

2010. L’America ha un presidente di colore. Con l’elezione di Obama il mondo sembra aver messo da parte anni di razzismo e xenofobia ingiustificati. Una svolta radicale, intitolavano i giornali. Ed era vero. Eppure, in qualche parte di quella America che ha eletto questo giovane leader democratico vi è ancora una scuola, in Missisipi, che ha vietato l’organizzazione del classico ballo di fine anno perchè vi avrebbero preso parte una studentessa diciottenne e lesbica con la sua compagna.

Constance McMillen, questo il nome della ragazza incriminata, si era rivolta al tribunale per districare l’incresciosa situazione, ma un giudice federale di Aberdeen, in Mississippi, ha oggi confermato la decisione del preside della scuola affermnado che non avrebbe obbligato una scuola di un’area rurale ad organizzare il ballo.

Tutto era nato perchè la ragazza aveva chiesto il permesso di vestirsi in smoking e di presentarsi al ballo con la fidanzata. Dopo un rifiuto iniziale, i responsabili avevano accettato l’abbigliamento della studentessa a patto che lei non avesse ballato con la sua accompagnatrice. A rifiutare, tale proposta, però, a questo punto fu proprio Candice, non lasciando, così, altra scelta al preside che se non quella di annullare il prom.

Durante l’udienza al tribunale di Aberdeen, che ha respinto la richiesta della 18enne, la vice preside Trae Wiygulha ha dichiarato di essere stata “insultata in tutti i modi, di essere stata definita bigotta e omofoba”, ma di essere sicura di aver preso la decisione giusta.

L’ingigantimento di questa storia è dovuto, forse, anche al luogo da dove essa ha avuto origine. La contea Itawamba è, infatti, una tra le più chiuse e religiose del profondo sud e appartien alla cosidetta cintura della Bibbia, la Bible Belt, con oltre 100 chiese per 22mila abitanti. In questa zona è addirittura ancora presente la ghettizzazione dei neri nonostante questa sia stata abolita quasi 50 anni fa. Ma, nonostante la grettezza territoriale, internet ha dato un grande aiuto alla ragazza che, attraverso Facebook, ha reso noto il suo problema ottenendo, così, una pagina dell’Aclu sui hanno aderito oltre 390mila persone.

La vicenda di Constance sta , dunque, assumendo caratteri sempre più generali e il caso, promosso dall’Aclu (American Civil Liberties Union, una delle principali organizzazioni di difesa per i diritti civili), da semplice causa civile rischia di giungere alla Corte Suprema degli Stati Uniti. La McMillen, inoltre, è stata ospite anche della trasmissione di Ellen DeGeneres (popolarissima conduttrice televisiva e lesbica dichiarata) da dove é partita una raccolta fondi per finanziare la sua battaglia legale.

Florinda Gargiuoli.