Bonino e Polverini: secondo scontro sulla Sanità

E’ stato nuovamente il delicato capitolo della Sanità nel Lazio ad accendere le scintille nell’animato dibattito televisivo tra le due aspiranti governatrici della Regione. Le due “ladies di ferro”: Emma Bonino e Renata Polverini si sono ieri confrontate nel secondo faccia a faccia elettorale negli studi di Sky Tg 24. Un incontro-scontro teso a rimarcare le reciproche distanze, nel corso del quale le due candidate si sono rimpallate accuse e responsabilità sullo spaventoso “buco” che riguarda il bilancio della Regione alla voce Sanità.

Per Emma Bonino ci sono “due criticità da risolvere: il riequilibrio nel rapporto tra Roma Capitale e il territorio” e il problema della “mancanza in assoluto dei servizi alla persona. L’ipotesi – ha spiegato – è lasciare l’ospedale per i malati e le altre fragilità tutelarle con altro tipo di servizi”.

La leader radicale, sostenuta nel Lazio dal centrosinistra, ha inoltre ribadito la sua volontà di convocare “gli stati generali della Salute e della Sanità“, provocando la reazione della sfidante che ha replicato: “Io i miei stati generali li ho già fatti perché la Sanità è malata e appena sarò eletta dovrò occuparmene. Ho visitato oltre 40 ospedali. C’è soprattutto – ha precisato Renata Polverini – un problema nato dai tagli indiscriminati fatti dalla giunta di centrosinistra per rientrare da un debito che non si può continuare ad addebitare alla giunta di centrodestra, perché si trascina anche dalle giunte precedenti e non ha avuto in questi 5 anni alcun ritocco”.

Parole che hanno spinto la candidata Bonino a tradire segni di insofferenza, rivolgendo gli occhi verso l’alto e scuotendo i fogli che teneva in mano. “Tira fuori tutte le carte che vuoi – è stata la risposta dell’ex sindacalista – tanto i conti li conosco benissimo e intendo andare avanti”-.

“È molto semplice – ha spiegato quindi la Bonino –  il debito era di 10 miliardi, ereditato in parte da Badaloni e duplicato dalla giunta Storace“. Ed è stata questa l’affermazione che ha segnato l’avvio di un animato scambio di battute tra le due candidate che si sono incalzate con reciproche smentite. “Una giunta “(quella di Storace, ndr) – ha replicato la Polverini – che ha aperto tre ospedali, con le risorse del governo di centrodestra, uno l’ho visitato stamattina, e non ne abbiamo chiuso neanche uno”.

 “Erano pronti e li avete aperti voi – ha ribattuto Bonino – e ne avete venduti una cinquantina di cui si paga l’affitto fino al 2033 e non si sa neanche dove sono andati i soldi”. “Va bene, va bene”: ha quindi tagliato la Polverini, accennando a un sorriso. “Siccome per voi le istituzioni non contano mai – ha rimarcato la candidata del centrosinistra  – il questore non è credibile, la Corte dei Conti non è credibile”. “Contano tutti – ha ripreso la Polverini, irritandosi un po’ – non mi addebitare cose che non ho mai detto e atteggiamenti che non ho mai avuto”.

Un botta e risposta serrato che tradisce l’energia ma anche il nervosismo di due donne in politica dallo schietto frasario. Che si incamminano, ognuna speranzosa, verso la data dell’imminente votazione che decreterà la nuova governatrice in uno dei territori considerati strategici per l’assetto di dinamiche di controllo che vincono i confini regionali.

Maria Saporito