Brescia, 15enne simula rapimento per vedere un concerto: denunciato

Voleva solo andare a un concerto, ma non aveva il permesso dei genitori. Così, ha deciso di inventare la storia di falso rapimento per potersi recare all’esibizione musicale con alcuni amici. Questo il piano messo in atto da uno studente ghanese di 15 anni, residente a Brescia. Una strategia che poteva sembrare infallibile agli occhi del ragazzo, il quale non aveva fatto i conti con la reazione preoccupata del padre che ha immediatamente chiamato la Polizia, la quale ha impiegato poco per scoprendo l’inganno.

Ecco la ricostruzione dei fatti. Sabato scorso, il ragazzo aveva deciso di recarsi a tutti i costi al concerto nel quale avrebbe suonato un suo amico. Verso le 18 aveva chiamato il padre dicendogli che sarebbe tornato a casa in pochi minuti, ma aveva già deciso che quella sera non vi sarebbe mai tornato. Così alle 18.30 circa ha inviato un sms allo stesso genitore da un numero privato con il testo: “Mi hanno rapito, non chiamare la Polizia”. Naturalmente, il padre in preda ad ansia e apprensione si è subito rivolto alle autorità locali, recandosi in Questura. La Squadra Mobile ha immediatamente intrapreso indagini alla ricerca del ragazzo. È bastato passare al setaccio alcuni riscontri per scoprire che il giovane era stato all’esibizione dell’amico in un locale bresciano. Con la pace nel cuore, il papà è salito in auto e ha iniziato a perlustrare le zone abitualmente frequentate dal figlio e così lo ha scovato il giorno seguente al centro commerciale “Freccia Rossa”. Alle ripetute domande dell’uomo, il ragazzo ha risposto solo con cenni della testa, rifiutandosi di rivelare dove avesse trascorso la notte.

Il 15enne non è nuovo a fughe da casa, ma mai era stato protagonista di situazioni di questa gravità. Infatti, adesso rischia una denuncia per “simulazione di reato” e “procurato allarme”. L’accaduto servirà da lezione per il giovane, ma anche per il padre.

Una corretta educazione è il primo passo per una società civile, dove tutti siano consapevoli delle regole e delle eventuali sanzioni. Forse a 15 anni e nel pieno dell’adolescenza tale comportamento può essere indotto dal desiderio di ribellione e quindi giustificato, tuttavia sarebbe bene imparare sin da piccoli le norme della società in cui viviamo, soprattutto per evitare di incorrere in guai più seri che potrebbero condizionare il futuro dei giovani, di adesso.

Emanuele Ballacci