Earth Hour: tutti al buio per il pianeta!

Sabato 27 marzo per sessanta minuti la terra resterà al buio!

Non è l’allarme per un catastrofico black out, ma solo una delle più grandi iniziative lanciate su scale mondiale dal WWF a favore del nostro pianeta.

Saranno infatti ben 5000 le città che spegnereanno le luci per un’ora nella serata di sabato, esattamente dalle 20.30 alle 21.30.

Sebbene il gesto sia solo simbolico e non inciderà notevolmente sulla salute critica dell’ambiente, questa forma di protesta, giunta al suo quarto anno di vita, arriva al momento giusto per risvegliare le coscienze dei cittadini.

Internet è stato mezzo fondamentale e imprescindibile per la riuscita dell’ impresa. Se, infatti, nel 2009 hanno aderito circa un miliardo di persone, ad oggi, ci sono buoni presupposti per sperare di superare di gran lunga quel numero.

Su twitter, ad esempio, si legge che “La Queen Mary navigherà al buio”, “L’Horizon Building Tower di Sydney si spegnerà interamente” e che “In Korea, Starbucks taglierà la corrente a 300 negozi”. Immaginare, dunque, caffetterie spente e navi giganti senza luci sfavillanti fa un certo effetto; pensare, poi ,che addirittura 110 nazioni hanno garantito il proprio supporto fa presupporre che il tema delle condizioni ambianteli stia, finalmente, assumendo la giusta rilevanza.

«Questa grande partecipazione dimostra – afferma il Wwf – che esiste una volontà globale che vuole combattere i cambiamenti climatici. Per la prima volta spegneranno le luci, tra gli altri, la remota isola del Madagascar, il Kosovo, il Nepal, l’Arabia Saudita, il Qatar, la Mongolia, la Cambogia, la Repubblica Ceca, la Giordania, il Paraguay, l’Ecuador e la Mauritania. Senza contare ovviamente i Paesi del G20. Anche la Tokyo Tower, la Porta di Brandeburgo, la Tour Eiffel e, in via eccezionale, il Ponte sul Bosforo a Istanbul resteranno al buio. Un significato particolare – aggiungono gli ambientalisti – lo assume l’adesione della città di Cancun, in Messico, che ospiterà il prossimo summit sul clima».

E se in Italia sono un centinaio fra comuni e città, tra cui Venezia, ad aderire all’ evento, anche molte importanti aziendi mondiali, quali la Nokia, la Siemens e la Well Fargo,garantiscono il proprio sostegno a favore dell’ambiente e si impegnano nella riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

 «L’Ora della Terra dimostra che l’umanità è determinata a ottenere un futuro migliore», afferma Stefano Leoni, presidente del Wwf Italia.

D’altro canto la situazione del pianeta è veramente allarmante: secondo l’Onu, nel 2030 “quasi metà della popolazione mondiale, oltre 3 miliardi di persone, potrebbe rimanere senz’acqua”, mentre un altro dato sconvolgente proviene da Jacqueline McDlade, direttore dello European Environment Agency, che dichiara che il ghiaccio dell’Artico «si sta sciogliendo ad una velocità che i computer non avevano previsto».

Lo scopo dell’ iniziativa è quella, quindi, di sensibilizzare sempre più la popolazione a rispettare il pianeta che ci ospita, che sia quindi ricordandoci di spegnere una lampadina o di usare una bicicletta al posto dell’ auto, l’ importante è renedersi conto della gravità del problema e iniziare subito a porvi rimedio. Per un futuro migliore. Anzi, solo per un futuro!

Florinda Gargiuoli