Elezioni Regionali in Veneto: “zuffe” diplomatiche tra Lega e Pdl

Il candidato leghista alla regione Veneto, Luca Zaia

“Grazie al presidente Galan, i risultati raggiunti sono stati davvero notevoli?”. A scrivere è Silvio Berlusconi, che in una lettera aperta ai suoi elettori in Veneto illustra la linea politica intrapresa dal partito per le prossime elezioni Regionali. Con Galan – a detta di Berlusconi – sono stati raggiunti ottimi risultati “come il Passante di Mestre e il Mose” e “servizi sanitari di eccellenza”; ora il partito però ha dovuto cedere il passo ad un candidato leghista, cedendo alle richieste di Bossi e soci. Ma chi è il candidato in questione? La lettera del Presidente del Consiglio non lo dice. “In accordo con i nostri alleati, abbiamo deciso di continuare a camminare insieme – si limita a scrivere Berlusconi – Per questo è importante sostenere il nostro partito, il Popolo della Libertà, un’altra delle mie scommesse vinte”. Il nome del candidato però resta oscuro.

Ovviamente il candidato in questione è Luca Zaia, leghista della prima ora e attuale Ministro delle politiche agricole. Già ampiamente sotto bersaglio delle opposizioni (per il suo appoggio al McItaly, il nuovo panino della McDonald’s, e per l’incompatibilità della sua eventuale doppia carica da Ministro e Governatore, in caso di elezione) ora Zaia  si vede mancare l’appoggio anche di Berlusconi, che non citando mai il suo nome all’interno della lettera aperta non sembra fargli una dichiarazione di stima.

Durante un comizio a Brescia il senatùr Umberto Bossi si è scagliato in difesa del suo protetto Zaia. “Non intendiamo ritornare ai vecchi metodi in agricoltura – ha dichiarato Bossi – Tanti anni fa c’è stato un accordo che ha regalato l’agricoltura all’Europa. Poi Zaia è andato a Bruxelles a battere i pugni e ha risolto i problemi di migliaia di famiglie”. Questa è stata la risposta alle richieste della sinistra che richiede le dimissioni del Ministro alle politiche agricole; ma forse, tra le righe, è anche la risposta a Silvio Berlusconi e al suo partito, che non sembra aver mandato giù la “cessione” del ricco Veneto nelle mani della Lega.

Roberto Del Bove