Faccia a faccia Netanyahu e Obama per Gerusalemme est

Benjamin Netanyahu e Barack Obama

La risoluzione del problema dovuto alla promessa di costruzione di 1600 alloggi a Gerusalemme est, per altro rifiutata dai palestinesi, è cominciata con una conferenza data lunedì da Netanyahu, primo ministro di Israele, e si è conclusa oggi con il dialogo “segreto” tra Obama e lo stesso premier.

La conferenza è stata accolta al Convention Center dove l’Aipac, formazione americana a sostegno di Israele, e altri delegati provenienti da tutto il paese, quasi 8000, hanno osannato il discorso proposto da Netanyahu.

Il premier spiega come Gerusalemme sia da oltre 2000 anni facente parte della cultura e della vita della nazione e che altri premier prima di lui avevano concesso insediamenti nella capitale, dimostrando inoltre che non ci sia nessuna implicazione negativa per la pace dovuta a tali costruzioni e che intende combattere affinché vengano costruiti.

Toni molti duri sono stati elargiti dal premier contro la negazione del progetto, sostenendo che i 250mila israeliani della capitale dovranno avere la possibilità di abitare nella loro città, senza possibilità di appello, dichiarando che la negazione potrebbe incrinare di molto il rapporto con la Casa Bianca, congelando di fatto il patto di raggiungimento di pace stipulato nel 2000.

Continua Netanyahu, argomentando con fatti la loro politica di pacifizzazione, creando al Convention Center un totale appoggio al premier da parte dei presenti, che parla del boom economico a Ramallah e Jenin, due città sotto il controllo dell’ANP (Associazione Nazionale Palestinese), favorito dal libero scambio di merci tra israeliani e palestinesi. Infine il premier conclude la conferenza dicendo che la pace è sempre la questione basilare e con o senza America riusciranno ad ottenerla e con o senza America otterranno anche la difesa contro l’aumento di armi nucleari in Iran.

Oggi invece il faccia faccia tra Obama e Netanyahu, segnato da toni freddi e da un dialogo privo di stampa e fotografi. I due infatti si sono rinchiusi nella stanza ovale per discutere la faccenda senza l’occhio di nessun testimone, fatto che evidenzia il delicato aspetto della faccenda.

Fox news e Washington post hanno stampato a caratteri cubitali l’intenzione dei funzionari USA di non far intervenire la stampa al dibattito e infine non rilasciando alcuna dichiarazione post dialogo a nessun giornale.

Due incontri, uno svoltosi in tardo pomeriggio e l’altro a prima sera, dove i due hanno discusso senza però definire a pieno i contatti vigenti tra i due paesi che, secondo il governo israeliano, continuerà con il patto ancora in atto, sperando che le parole di Netanyahu smobilitino di fatto gli USA per permettere la costruzione dei 1600 alloggi. Così facendo si eviterebbero ulteriori grattacapi per la pace tra palestinesi e israeliani.

In giornata è arrivata inoltre la notizia che il governo israeliano abbia promesso la costruzione di 20 case nel quartiere di Sheik Jarrah a Gerusalemme al posto del progetto originario che prevedeva un albergo. Altra benzina sul fuoco.

di Andrea Bandolin