Google: Cina blocca l’accesso su Dalai Lama e dissidenti

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24 marzo – Le ricerche in cinese su Google.hk, il server di Hong Kong dove la società si è trasferita per sfuggire alla censura cinese, rimangono bloccate se si scrive la parola “Dalai”, se si cercano notizie su dissidenti come Liu Xiaobo e sulla setta religiosa Falun Gong o si vuole consultare il sito di Amnesty International. Inaccessibili anche tutti i siti che riportano la foto dello studente di fronte a un tank in piazza Tienanmen.

Il portavoce del dipartimento di Stato Usa P. J. Crowley dice – “Pechino dovrebbe seriamente considerare le implicazioni se una delle istituzioni più riconoscibili del mondo decide che è troppo difficile fare affari in Cina”. Ricordando che Washington sostiene la libertà su Internet, Crowley ha sottolineato che “le singole società giudicheranno sulle opportunità d’investimento in Cina”.