I Radicali denunciano la Camera “cicala”: oltre 46 mln di euro per uffici deputati

L’ultima battaglia dei Radicali conduce alla denuncia degli sprechi perpetuati dalla Camera dei deputati. Una spesa complessiva di oltre 138 milioni di euro, versati ogni anno a beneficio di aziende e strutture che con Montecitorio hanno siglato convenzioni o contratti di consulenza e fornitura.

I dati dettagliati sono stati pubblicati sul sito Internet dei Radicali; attraverso una breve scorta sarà possibile prendere atto della distanza tra le uscite mediamente sostenute dalle famiglie italiane e quelle spavaldamente affrontate dagli onorevoli in relazione agli affitti, alla ristorazione, ai parcheggi e a tutto ciò che può contribuire a renedere la vita quotidiana dei deputati (e dei loro familiari) meno stressante.

La voce più significativa è quella che riguarda gli affitti: la “Milano 90 srl” intasca 46,5 milioni di euro all’anno per l’affitto di Palazzo Marini, prestigioso edificio nel cuore di Roma, sede di molti uffici dei deputati. Il report presentato dai Radicali dimostra che Camera e Senato hanno in locazione 22 immobili per un totale di 204 mila metri quadrati (il museo del “Louvre” ne conta “solo” 60 mila) messi a disposizone degli uffici dei parlamentari. “Uffici che – denuncia Rita Bernardini – non servono a nessuno, io ci ho messo piede solo un paio di volte”.

Altrettanto importante la cifra che riguarda i servizi di ristorazione per le mense di Montecitorio: quasi 4 milioni di euro all’anno versati alla “Compass Group Italia spa”, ai quali vanno aggiunti i 70 mila euro per la  “fornitura di macchine da caffè e materiali di consumo”.

La voce relativa ai posti auto e moto costa alla Camera 1 milione e 600 mila euro. Ma non è la spessa complessiva perché alla cifra appena citata vanno sommati anche i 557 mila euro previsti per il “noleggio a lungo termine auto” (anche con conducente, per 200 mila euro) e i 110 mila euro di carburanti e lubrificanti, oltre ai 21 mila euro versati ogni anno per la “manutenzione dei dissuasori”.

Anche la formazione linguistica dei deputati incide parecchio sulle uscite della Camera: 300 mila euro è infatti la cifra versata ai vari istituti convenzionati specializzati nella didattica di lingue straniere (tra gli altri, la “Capturator srl”, “l’Istituto di cultura e lingua russa” e la “Training scuola di lingue Company servicies”); senza considerare che anche i dipendenti di Montecitorio possono accedere ai corsi di lingua per un totale di spesa pari ai 290 mila euro.

E poi le spese per il monitoraggio delle aree fumatori (48 mila euro), la fornitura delle divise e delle camicie dei commessi e il servizio di lavanderia (20 mila euro), la fornitura di agende e agendine (400 mila euro), la somministrazione di cartoncini, carte e buste personalizzate (292 mila) e i 163 mila euro versati per la “fornitura di prodotti per piccole pulizie e materiale di consumo in carta e cartone”. Solo per citarne alcune.

“Questi dati – ha spiegato lo storico leader dei Radicali, Marco Pannella – sono disponibili grazie alla tenacia radicale e al fatto che è stato trovato un presidente sensibile al tema in Gianfranco Fini. Si tratta di carte che parleranno da sole, altro che intercettazioni. E’ impossibile che dallo studio di questa storia non venga fuori roba da codice penale. Lo dico come previsione”.

“In ogni caso – ha sottolineato Pannella – è fondamentale sapere che c’è questo tesoro che viene reso pubblico, ma da questo materiale verrà fuori al più presto un accertamento di responsabilità anche se qui – ha concluso il leader dei Radicali – l’interna corporis non c’entra nulla”.

Maria Saporito