Il teatro di Napoli omaggia Maradona

Si aprirà il 4 giugno, per chiudersi il 27 dello stesso mese, il Napoli Teatro Festival Italia, giunto ormai alla terza edizione sotto l’ egida della Fondazione Campania dei Festival.  Mostrano orgoglio il Presidente Rachele Furtaro e soprattutto il Direttore artistico e organizzativo Renato Quaglia, che durante la presentazione ha posto l’accento sulla promozione di novità a livello internazionale e soprattutto sulla scelta di spettacoli mai “sicuri” ma dal carattere originale, con l’obiettivo di fare un festival “di creazione, non di vetrina”. Chiamate al lavoro ben 44 strutture teatrali in tutta la città con la collaborazione di 200 imprese.

Anteprima tra il 29 e 30 maggio con “Lipsynch” di David Page, che sarà seguito dai “Demoni” di Peter Stein nell’ex fabbrica della Peroni. Nove ore di durata il primo, addirittura 12 il secondo, con l’invito al pubblico a restare tutto il giorno con gli attori, secondo una tendenza che sarà ripresa anche dal “Delitto e Castigo” di Gaetano Ventriglia e Silvia Garbuggino, della durata di due giorni e una notte da trascorrere nei quartieri spagnoli. Altri adattamenti arditi di pezzi celebri sono “Cabaret Hamlet” di Langhoff e “Le Tigre Bleu de l’Euphrate”, in cui Amleto e Alessandro Magno sono rappresentati come eroi perdenti, poi “Immanuel Kant” con Alessandro Gassman e “Teorema” di Pasolini rivisto da Ming Wong, Leone d’ Oro  2009.

Spazio per tutti i campi del teatro tradizionale, dalla musica alla danza e alla prosa, tutte riviste in chiave innovativa e originale. Tra i temi curiosità per il calcio, presente in “Football, Football” di Pasovic, ma soprattutto nel nuovo lavoro di Roberto De Simone. “El Diego – Concerto n. 10, musica d’autore per gol e orchestra” andrà in scena al San Carlo il 5 e 6 giugno. Le immagini del Pibe de Oro in azione saranno proiettate su uno schermo accompagnate dall’orchestra del San Carlo in una Sinfonia per violini, orchestra e coro. Musica per celebrare porprio a  Napoli un mito che però, stando al regista, in un’altra città non sarebbe stato elevato a un simile rango. E se lo stesso De Simone finisce col paragonarlo a Rubinstein, non abbiamo dubbi.

Alberto Martinelli