Indiscrezioni sul nuovo piano strategico Fiat, Marchionne: “Speculazioni dei giornali”

“Un taglio di 5 mila posti di lavoro, la riduzione dei modelli prodotti dagli attuali 12 a 8, un aumento del 50% della produzione italiana (da 600 mila a 900 mila unità) e lo scorporo del settore auto dal resto delle attività del gruppo”. Sarebbe questo, secondo quanto è stato pubblicato oggi da ‘Repubblica’, il piano strategico Fiat 2010-2014, che verrà ufficializzato il 21 aprile. Sempre secondo il quotidiano romano, verrà, inoltre, attuato dalla casa automobilistica torinese un taglio del 15% degli organici degli addetti al montaggio finale e verrà confermata, a partire dal 2012, la chiusura di Termini Imerese.

LA REPLICA DELLA FIAT. Non si è fatta attendere la pronta replica del Lingotto: “La notizia è assolutamente prematura e priva di ogni fondamento”, si legge in un comunicato dell’azienda. “Sul piano produttivo – proseguono dalla Fiat – abbiamo presentato il progetto industriale, che abbraccia un arco temporale di due anni (2010-2011), nel corso dell’incontro che si è tenuto lo scorso 22 dicembre a Palazzo Chigi con le istituzioni e i sindacati. In quell’occasione – si precisa nella nota – sono stati illustrati, nel dettaglio, il piano gamma prodotto, comprese le vetture di derivazione Chrysler, e le allocazioni produttive dei singoli modelli per ogni stabilimento”. L’azienda torinese assicura, dunque, che “il progetto prevede per i prossimi due anni un enorme impegno finanziario della Fiat in Italia: verranno spesati, per investimenti e attività di ricerca e sviluppo, due terzi degli oltre 8 miliardi di euro previsti complessivamente per tutte le attività del gruppo nel mondo. Vale la pena ricordare – conclude il comunicato – che, pur in presenza di mercati internazionali difficilissimi per il settore auto, la Fiat, per evitare i licenziamenti, ha fatto ogni sforzo possibile per mitigare le conseguenze della crisi sui lavoratori, facendo ricorso a 30 milioni di ore di cassa integrazione nel 2009”.

IL COMMENTO DI MARCHIONNE. “Cercare di picchiare la Fiat in un momento come questo è la cosa più sproporzionata che abbia mai visto, è quasi vergognoso”. Così l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha replicato, a margine del direttivo di Confindustria, alle rivelazioni apparse oggi su Repubblica in riferimento al piano strategico della stessa azienda di Torino. “Ci hanno accusato di tantissime cose – ha proseguito – la realtà è che non abbiamo licenziato nessuno, abbiamo cercato di mantenere l’equilibrio sociale negli scorsi 24 mesi. Quello di Repubblica – ha precisato Marchionne – è un piano che non conosco. Non è vero nulla. Quelle dei giornali sono speculazioni”. L’amministratore delegato della casa del Lingotto parla di tentativo “di strumentalizzare il discorso sull’occupazione in Italia. Questo è il momento sbagliato per parlarne”. In merito allo spin off dell’auto: “Stiamo ancora lavorando. – ha affermato Marchionne – Sono solo ipotesi. Se ci sarà qualcosa da dire lo diremo il 21. Lasciateci finire, – ha concluso – è un lavoraccio”.

LE PAROLE DI SACCONI. Anche il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, è intervenuto sulla questione relativa al nuovo piano Fiat esprimendo una forte preoccupazione. “Le indiscrezioni su un presunto piano Fiat caratterizzato da ben 5 mila esuberi occupazionali sono inquietanti e suscitano allarme sociale. Solleva un legittimo interrogativo – ha proseguito il ministro – l’affermazione del portavoce della Fiat secondo la quale le indiscrezioni stesse sono una provocazione politica a pochi giorni dalle elezioni. Il Governo – ha assicurato Sacconi – proseguirà, in ogni caso, con fermezza nel dialogo con le parti, lungo la linea tenuta a difesa di un legittimo interesse nazionale a tutela prioritaria dei siti produttivi e dei posti di lavoro in Italia”.

LE REAZIONI DEI SINDACATI. “E’ necessario un incontro tra i dirigenti Fiat ed i sindacati sul piano strategico 2010-2014 del Lingotto, prima della sua presentazione, prevista il 21 aprile”. E’ questa la richiesta del sindacato dei metalmeccanici, che si dicono “perplessi e preoccupati sui tagli possibili di 5.000 posti di lavoro, di cui 2.000/2.500 a Mirafiori e 500 a Pomigliano, che sarebbero contenuti nel piano strategico.

Una preoccupante sorpresa anche per Eros Panicali, segretario nazionale e responsabile del settore auto della Uilm. “Noi siamo alle informazioni che Fiat ci ha dato il 22 dicembre scorso a Palazzo Chigi e rimaniamo molto perplessi e preoccupati. Logicamente – ha riferito – non siamo d’accordo sulle ipotesi di tagli di personale. E’ necessario, invece, produrre più auto perché in questo modo non ci sarebbero problemi nemmeno per Termini Imerese”.

“Serve un incontro con la Fiat prima del 21 aprile per evitare distorsioni che gettino allarmismo ed evitare che si surriscaldi il clima”. E’ quanto chiesto dal segretario nazionale della Fim Cisl, Bruno Vitali.

Dello stesso avviso il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella. “Chiediamo un incontro tra Fiat e sindacati prima della presentazione del piano che avverrà il prossimo 21 aprile, così come è avvenuto in America”. “Se è una precisazione-smentita allora va bene – ha detto Palombella riferendosi alla replica del Lingotto – ma se è solo un modo per rassicurare gli animi in attesa degli annunci ufficiali del prossimo 21 aprile, noi confermiamo tutte le nostre preoccupazioni nella loro interezza e gravità”.

Non ci resta che attendere con ansia la data del 21 aprile, quando la Fiat svelerà le reali linee guida del suo nuovo piano strategico. Il futuro di migliaia di lavoratori rimane in bilico.

Mauro Sedda