La molteplicità delle possibilità scrittorie: la genialità e riscoperta di Queneau

Nella copertina di questo splendido libro, esercizi di stile,  è riportata questa frase: “Un esperimento giocoso sulla possibilità del linguaggio” Raymond Queneau con questo piccolo scritto ha mostrato in maniera semplice ed evidente le possibilità che la lingua offre. La traduzione in italiano di Umberto Eco rende perfettamente l’originale francese dimostrando la bellezza del nostro idioma e le sue molteplici varietà di espressione.

alcuni sporadici esempi:
Sulla S. in un’ora di traffico. un tipo di circa ventisei anni, cappello floscio con una cordicella al posto del nastro, collo troppo lungo, come se glielo avessero tirato. La gente scende. Il tizio in questione si arrabbia con un vicino. Gli rimprovera di spingerlo ogni volta che passa qualcuno. Tono lamentoso, con pretese di cattiveria. Non appena vede un posto libero, vi si butta. Due ore più tardi lo incontro alla cour de Rome, davanti alla GareSaint-Lazare. é con un amico che gli dice: “Dovresti far mettere un bottone in più al soprabito”. Gli fa vedere dove e perché

stesso testo ma RETROGRADO:
Dovresti aggiungere un bottone al soprabito, gli disse l’amico. L’incontrai in mezzo alla Cour De Rome, dopo averlo lasciato mentre si precipitava avidamente su di un posto a sedere. aveva appena finito di protestare per la spinta di un altro passeggero che, secondo lui, lo urtava ogni qualvolta scendeva qualcuno. Questo scarnificato giovanotto era latore di un cappello ridicolo. avveniva sulla piattaforma di un s sovraffollato, d mezzogiorno.

stesso testo AUDITIVO:
Dringhete dranghete, sussultando, sbuffando e tossicchiando ecco l’S che stride lungo il bordo sfrigolante del marciapiede, mentre le trombe d’oro del sole bemollizzano mezzogiorno. I pedoni, belanti come cornamuse, squittiscono nel salire scalpicciando. alcuni salgono di un semitono, ed eccoli alla porta Champerret dagli archi sonanti. Tra gli eletti, affannati e ansanti, un clarinetto cui le vicende naturali avevano conferito forma umana, e la perversità di un cappellaio matto aveva ornato con una sorta di chitarra dalla corda inestricabilmente avvolta a mò di cinta. Subitamente, a un tempo, tra gli accordi in minore di passeggeri intraprendenti e passeggere consenzienti, e i tremoli e i barriti di un bigliettaio rapace, ecco l’unisono, di una cacofonia burlesca, dove l’ira sorda del contrabbasso. si unisce alla irritazione acuta della cornetta e ai brividi del fagotto.

stesso testo ZOOLOGICO
nella voliera che, all’ora del pasto dei leoni, ci portava alla piazzaChamperret, vidi una zebra dal collo di struzzo che portava un castoro circondato da un millepiedi. Questa giraffa si mette a frinire col pretesto che una puzzola gli schiacciava gli artigli. Ma per non farsi spidocchiar a dovere, ecco che cavalca a cuccia. Più tardi davanti allo zoo, rivedo lo stesso tacchino che razzola con un pappagallo, pigolando circa le loro piume.

stesso testo: INTERIEZIONI
psst! Ehi! Ah! Oh! Hum! Ouf! Eh! Toh! Puah! Ahia! Ouch! Pffui! No! Si?Boh! Beh? Ciumbia! Urca! Ma va!
Che? Acchio! te possino! Non dire! Vabbé! Bravo! Ma no!

Le versioni dello stesso brano sono tantissime e molto divertenti. In generale si tratta di un testo meraviglioso che mostra la bellezza della lingua e gli usi infiniti che si possono fare con essa.

Alessandro Frau