Dall’Ultima cena di Leonardo porzioni più abbondanti

Se ci si sofferma ad osservare le pietanze dipinte da Leonardo Da Vinci nella sua famosa Ultima Cena, non si può non constatare come le porzioni, siano più frugali, rispetto a quelle a cui oggi siamo abituati.

La particolarità è riscontrabile nell’osservazione dei quadri che mano a mano vennero dipinti dopo il 1000 e che solo dopo il 1498, data nella quale, Leonardo terminò la sua opera, descrivono un aumento delle porzioni di cibo.

Le porzioni infatti, negli ultimi mille anni, sono lievitate come la pasta del pane, divenendo sempre più abbondanti, fino ad arrivare alla grande abbuffata dei giorni nostri.

Il curioso studio è stato condotto da due fratelli, Brian e Craig Wansink, ricercatori rispettivamente della Cornell University e del Virginia Wesleyan College e pubblicato dalla rivista The International Journal of Obesity. I due fratelli hanno con pazienza analizzato l’iconografia delle sacre rappresentazioni pittoriche dall’anno mille in poi, raccolte nel libro “L’Ultima Cena” del 2000, per l’esattezza 52 affreschi e quadri eseguiti in media uno ogni vent’anni.

Il lungo articolo sull’International Journal of Obesity, si conclude con la certezza, avvalorata dalle porzioni nei piatti dei dipinti, che col passare del tempo gli apostoli mangiavano sempre di più.

 “Le entrate rappresentate nel corso dei secoli all’interno dei piatti posti di fronte a Cristo ed ai discepoli sono aumentate del 70 per cento, e le porzioni di pane sulla tavola del 23”, spiegano i due fratelli.

La ricerca si è basata su calcoli estremamente precisi, basati su un sofisticato software, che ha calcolato la proporzione tra le dimensioni delle teste (che restano costanti nel tempo) degli apostoli e quelle dei piatti, e poi tra quelle dei piatti e del cibo che li riempie.

Chiaramente rimane impossibile quantificare le calorie e la qualità dei cibi sulle tavole, ma una cosa è certa, l’ascesi intuita alle origini è stata con gli anni sostituita da un grande appetito, e se la Bibbia parla di pane e vino, lo studio condotto dai due fratelli, rivela sulle tavole, la presenza di pesce, maiale e agnello.

Giulia Di Trinca