Tragedia ad un matrimonio ceceno: simula la roulette russa e si spara davvero

L’atmosfera era festosa. Un rinfresco per festeggiare i due novelli sposi. All’improvviso l’idea malsana e fuori da ogni logica. Nelle intenzioni un semplice scherzo. Una gag divertente davanti a parenti e amici. Un epilogo molto diverso da quello programmato però. Il gioco si è trasformato rapidamente in una brutta tragedia.

Ad Astrakhan, in Cecenia, lo sposo, raggiante per la cerimonia felice, ha impugnato una pistola durante il pranzo di nozze. Dopo aver finto di spararsi alla testa, ha invitato gli altri presenti a fare lo stesso. Dentro all’arma era stato posizionato un unico proiettile di gomma per parodiare il famoso gioco della roulette russa: una pistola carica di una sola munizione. Il testimone ha preso l’arma ridendo e scherzando e ha premuto il grilletto.

Dalla pistola è partito quell’unico proiettile di gomma che l’ha ferito alla testa, paralizzandolo. Tutto è avvenuto in pochi istanti tra lo stupore sbalordito degli invitati che tardavano a capire l’entità del danno provocato da quella insana voglia di festeggiare. Lo sposo aveva premuto precedentemente il grilletto ma niente era avvenuto. Così ha sfidato gli amici e i conoscenti a fare altrettanto. Uno dei testimoni gli ha strappato la pistola dalle mani e, prima che qualcuno riuscisse a fermarlo, ha esploso il colpo fatale. Il proiettile di gomma l’ha colpito al cranio, provocandogli gravi ferite cerebrali, che lo costringeranno a vivere in carrozzella per il resto dell’esistenza.

Lo sposo invece è stato arrestato. Durante l’interrogatorio ha confessato agli agenti che era stato un gesto di spacconeria e spavalderia: “Volevo solo impressionare i presenti con un trucco e ricevere un sacco di applausi, non credevo che qualcuno potesse ripetere il mio gesto…” Una spiegazione che non giustifica il comportamento adottato poco incline all’evento che si festeggiava. Un giorno di festa rovinato. Una vita che non sarà più la stessa. Senza contare le conseguenze giudiziarie che seguiranno. In una parola: follia.

Alessandro Frau