Tornano i baustelle

Finalmente ecco l’attesissimo ritorno di una delle band rock italiane per eccellenza: i Baustelle.

Afferma Francesco Bianconi, voce e chitarra dei Baustelle :”Siamo peccatori molto arrabbiati per la mancanza di democrazia..Se cresci martellato per vent’anni dagli stessi modelli come fai a sviluppare un pensiero alternativo? Chieda a un adolescente cosa conta nella vita. Novanta su cento risponde: i soldi e la f…”. Crudo e diretto come sempre risuona il pensiero dei Baustelle.

La colpa è addossata dai componenti del gruppo  alla  tv, a format come ‘Amici’ e a tutti gli altri poteri immensi e a senso unico. “Roba che la massa si beve senza alzare la testa”. Ma una soluzione la auspicano: “Facendo la rivoluzione in modo trasversale, contro una società governata dalle chiappe sui cartelloni”.

Dopo una presenza a  Sanremo, solo come autore, Bianconi torna con il suo gruppo con un nuovo cd. Al festival li volevano ma hanno rifiutato perché, dice il cantante  «non mi piace né come spettacolo televisivo né come vetrina che rappresenta soltanto un pezzetto della musica italiana e credo che come band possiamo farne a meno».

«San Francesco» è invece il titolo di una delle canzoni del quinto album del trio, «I mistici dell’Occidente», in uscita venerdì e seguito da tre concerti (17 aprile Roma, 19 Milano, 27 Firenze).  Dopo l’album «Amen», ancora un richiamo spirituale. «Il disco però non è un invito alla religione», precisa Bianconi. Il titolo è tratto da una raccolta di scritti del filosofo Elémire Zolla che  racconta dei mistici dall’antica Grecia alla modernità, ein cui ci sono spunti e stimoli per applicarlo alla realtà di oggi.

Insomma molto critici questi Baustelle nei confronti dell’attuale realtà italiana, in netto contrasto sia al consumismo sia ai fenomeni di massa e in finale avversi anche e soprattutto al panorama  politico nostrano ora vigente.

Francesca Ceccarelli