Turchia, idea nuova Costituzione per l’UE: favorevole il 60%

Il Premier turco Recep Tayyip Erdogan, fautore della revisione costituzionale

Un sondaggio realizzato dal quotidiano turco “Zaman” rivela che il 58% della popolazione che vive in Turchia appoggerebbe apertamente il Primo Ministro Erdogan, e il suo partito filo-islamico Akp, qualora decidesse di portare avanti il progetto di una nuova Carta Costituzionale. Essa sarà centrata sui principi base dell’Unione Europea, quali democrazia, giustizia, parità di diritti e uguaglianza, per favorire l’ingresso del Paese turco nell’UE e porre fine agli interminabili negoziati iniziati nel 2005.

Il rilevamento è stato condotto dalla “Political Agenda Research” su un campione di 5.039 persone. Appena il 20% si è dichiarato assolutamente contrario.

La bozza è stata presentata ieri. La nuova Carta vorrebbe sostituire quella del 1982, emanata dopo il colpo di Stato del 1980. L’opposizione, guidata dal Partito repubblicano del popolo (Chp), è contraria perché prevede una forte diminuzione del potere dei militari e della magistratura, da sempre esponenti dello stato laico e avversari del Premier, che vuole islamizzare il Paese. Qualora il Parlamento rifiutasse di emanare tale riforma costituzionale, il 41% dei cittadini sarebbe pronto a consentirne il via libera tramite il referendum, 16% voterebbe sicuramente “no”, mentre la restante parte è indecisa e dichiara di voler leggere prima con attenzione la bozza per poter poi dare l’eventuale consenso.

Il vice-premier turco Cemil Cicek ha spiegato i motivi di questa riforma, sottolineando che essa non porterà maggiori poteri al partito di maggioranza dell’Akp. “Lo scopo di questo cambiamento costituzionale è quello di rafforzare la sovranità del popolo – ha puntualizzato Cicek – e di estenderla a tutti i campi. Oggi noi siamo al governo, ma domani al potere potrebbe esserci un altro partito. Quella che non cambia è la volontà del popolo e dunque non è più possibile avere una Costituzione sotto tutela”.

Queste parole sono appoggiate anche dagli stessi risultati del sondaggio in materia di colpi di stato e chiusura forzata dei partiti, fatti all’ordine del giorno nel passato turco. Così il 70% degli intervistati ha detto che un eventuale presa di potere militare sarebbe intollerabile, mentre il 63% si oppone al blocco dei partiti da parte della magistratura. Infatti, la riforma mira proprio a riorganizzare gerarchia e assetto del sistema giudiziario e si pone l’intento di rendere più difficile la chiusura dei partiti politici.

Il popolo è dalla parte di una nuova Costituzione, per garantirsi l’accesso in Europa e occidentalizzare il Paese. È un elemento che non si può tacere, tuttavia paradossalmente solo il 3% della nazione turca appartiene al territorio europeo. Numerosi problemi, etici, religiosi e politici, da non sottovalutare, rendono la strada per l’approvazione dura e tortuosa.

Emanuele Ballacci