Un’ora di attività al giorno, toglie l’obesità di torno!

Un’ora di ginnastica al giorno leva la bilancia di torno!A una donna di mezza età, in buone condizioni di salute e di peso normale, basta un po’ di attività fisica per stare meglio e conservare il peso forma. Lo rileva una ricerca pubblicata sul Journal of the American Medical Association (Jama), nell’edizione del 24 marzo e condotta fra il 1992 e il 2007 su 34mila americane con un regime alimentare normale e di età media di 54 anni.

Per arrivare a queste conclusione gli studiosi hanno dovuto sottoporre a controlli, secondo ben precisi intervalli di tempo, il campione di donne: all’inizio dello studio e dopo il terzo, sesto, ottavo, decimo, dodicesimo e tredicesimo anno. Come parametri venivano presi in considerazione il peso e l’indice di massa corporea. Solo le donne normopeso che nei 13 anni hanno impegnato almeno 60 minuti al dì, sette giorni su sette, mantenevano un indice di massa corporea inferiore a 25.

«C’è stata un’interazione importante tra l’indice di massa corporea (Imc, si calcola dividendo il proprio peso espresso in chili per il quadrato dell’altezza espressa in metri) e il grado di attività fisica nelle donne con Imc inferiore a 25». Invece questa relazione di causa-effetto è stata inesistente nelle participanti con Imc superiore a 25.  «I dati lasciano pensare che le raccomandazioni del governo federale che tengono conto di 150 minuti alla settimana di attività fisiche moderate, benché sufficienti per ridurre il rischio di malattie croniche, siano insufficienti per evitare una crescita di peso senza regime alimentare a calorie contenute»

In Italia non siamo messi molto meglio. Sono poche le bambine che dall’età infantile a quella della pubertà non rinunciano agli sport. L’attività fisica, invece, è estremamente importante negli anni dello sviluppo. Ci sono due tipi di motivi per l’abbandono dell’attività fisica: l’impatto del ciclo sugli allenamenti e sul rendimento atletico, e l’effetto negativo di fattori ambientali: dalla difficoltà di conciliare studio e sport all’abbandono della scuola, alla mancanza di incoraggiamento e sostegno familiare, alle difficoltà economiche.

Federica Di Matteo