Borsa USA in negativo a causa del Portogallo

Wall Street

Chiude in negativo la borsa degli Stati Uniti D’America. Il problema è stato generato dal downgrade, andamento in negativo di uno stock richiesto da una società o da un’analista, a causa del rating, obbligazione ovvero un titolo condiviso allo scopo di ottenere liquidità, nel Portogallo.

Il rating negativo è stato anche causato dalla debole asta imbastita sulla vendita dei titoli portoghesi, asta che avrebbe fruttato liquidi per un valore di 42 miliardi da distribuire in 5 anni, aumentando la preoccupazione per il debito sovrano, debito unitario nazionale.

Il Dow Jones quindi è sceso, parlando di percentuali, di 0,48% in punti stazionando nella fascia di 10836,15, mentre il Nasdaq ha perso lo 0,68% chiudendo a 2398,76 punti e infine la neonata Standar & Poor’s 500 .SPX perdendo lo 0,55% ha concluso la giornata di borsa a 1167,72.

Grazie a questo indice negativo di Wall Street, l’agenzia di rating, colei che controlla debiti e crediti unitari, a retrocesso il debito di Lisbona classificandolo da AA a AA-.

“Significativa sottoperformance di bilancio del 2009, quando un significativo choc fiscale, il peggioramento dello scenario macro e le debolezze strutturali hanno ridotto l’affidabilità del Portogallo” sono le parole emerse dall’agenzia del rating dopo l’iter di borsa conclusosi.

Anche l’Euro ha subito l’influenza del deficit americano, registrando una perdita di terreno per quanto riguarda la lotta tra dollaro e euro, stimata per il primo a 1,3524 e per il secondo a 1,3345, valori adattati agli ultimi 11 mesi.

Nonostante la perdita USA, le borse europee non registrano uno significativo rialzo: Dax di Francoforte sale solo dello 0,36%, Parigi e Londra rimangono invariate mentre la nostra Ftse Mib sale di poco con lo 0,14%.

Non solo intoppi finanziari in questa giornata di borsa. Prysmian, società italiana specialista in telecomunicazioni, con il 6,1% e Fiat con il 4,2% sono stabili tra le blue chip, ovvero le società con una situazione finanziaria solida e un fatturato annuo di oltre 1 miliardo. Tra queste anche Exor con il 3,2%, Microelettronics con il 4,4% e la società del premier Berlusconi Mediaset con il 5,5%.

Altre società inoltre, hanno registrato rialzi o deficit poco significativi in questa giornata.

di Andrea Bandolin