D’Alema, Frattini e Prodi testimoni sull’affare Quattrociocchi e compagni

L'ex ministro degli Esteri Massimo D'alema

Bari, 25 marzo. Franco Frattini e Massimo D’Alema, rispettivamente ministro degli esteri dell’attuale governo Berlusconi e del precedente governo Prodi, sono giunti stamattina al palazzo di Giustizia di Bari per deporre c come testimoni durante il procedimento giudiziario che si sta svolgendo dinanzi alla Corte d’Assise e che vede imputati Salvatore Stefio e Giampiero Spinelli.

Stefio e Spinelli avrebbero assoldato Didri Forese e gli altri ex ostaggi italiani Umberto Cupertino e Maurizio Agliana. In seguito questi ultimi tre furono catturati con lo stesso Stefio e con Fabrizio Quattrocchi, il rapimento del quale come è noto terminò con la sua tragica morte. Il sequestro dei cinque avvenne in Iraq il 12 aprile 2004,  e furono liberati dopo 56 giorni i quattro superstiti.

Ma quale fu, in sostanza, la violazione commessa dai due imputati di questo spinoso processo, che apre una voragine di fatti e grovigli politici di eventi da poco passati? Ebbene, in base a quanto sostenuto dalla pubblica accusa Stefio e Spinelli avrebbero violato l’articolo 288 del codice penale, in quanto soci presunti della privata “Presidium”. L’articolo di legge in questione vieta ai civili italiani di organizzare servizi di scorta o di vigilanza armata negli Stati in cui siano presenti forze militari dello Stato, anche se impiegare in missioni (cosiddette) di pace, di aiuto umanitario  o di salvaguardia.

A chiamare in causa come testimoni i due ministri degli Esteri è stata la difesa, rappresentata dai legali Francesco Maria Colonna per Spinelli, ed Antonello Patané per Stefio. Sono stati convocati anche alcuni altri testimoni per l’udienza di oggi, sempre in difesa degli imputati.

Il pm Manfredi Dini Ciacci, invece, è apparso interdetto da questa decisione, e durante qualcuna delle scorse udienze ha già definito “inutili ai fini processuali” le eventuali citazioni esponenti politici, inclusa quella del premier Silvio Berlusconi, che evidentemente era stata anch’essa ventilata dai progetti della difesa.

Secondo le prime notizie che riguardano quanto è nei programmi degli avvocati difensori, verrà domandato in queste ore all’ex ministro degli Esteri D’Alema quel che sa in merito a presunti stanziamenti finanziari molto consistenti (si parla infatti di alcuni milioni di euro) che durante il governo Prodi sarebbero stati messi da parte in occasione della manovra finanziaria che si fece, per poter affidare ad alcune società private internazionali il lavoro di sicurezza e scorta che doveva contribuire all’opera dei militari italiani allora presenti sul territorio iracheno. Lo stesso ex Premier Romano Prodi è stato citato dai legali degli imputati a testimoniare, e nei prossimi giorni gli saranno poste le stesse domande.

Secondo quanto afferma la difesa, queste testimonianze in merito all’argomento fondi per la sicurezza faranno decadere quel che viene contestato dalla Procura ai due imputati.

Sandra Korshenrich