De Villepin annuncia il suo partito aperto a tutti

Dominique Galouzeau de Villepin

Dominique de Villepin, ex primo ministro francese nominato da Chirac nel 2005 per sostituire Raffarin, ha sancito oggi la partenza del suo nuovo partito libero, che dice sia aperto a tutti.

De Villepin è membro dell’UMP, Unione per il Movimento Popolare, ed ha coperto la carica di ministro degli Esteri per molti anni.

La decisione di creare questo partito sembra essere scaturita dalle incomprensioni avute con l’attuale presidente francese Nicolas Sarkozy, circa la situazione vigente in Francia sulla mancata inversione di tendenza data dal presidente. Sarkozy per altro ha visto la moglie Carla Bruni sperare che il proprio marito non vinca le elezioni tra due anni.

Il partito di de Villepin è stato mostrato oggi e il congresso fondatore darà il via al progetto dell’ex ministro il 19 giugno in modo da mostrare la teoria liberalistico-indipendentista dello stesso.

Dice, lo stesso ex-ministro, di aver ascoltato la voce dei francesi che inneggiano contro il fallimento della politica e della strategia di Sarkozy, tacciandola con sfiducie e sanzioni.

Intanto in Francia si registrazioni sempre più dati allarmanti sull’astensionismo alle urne, che registra il 50% di mancati votanti. I restanti votanti hanno intanto dato l’appoggio alla sinistra che per il momento si vede vincere a discapito della destra di Sarkozy.

In un’intervista è stato poi chiesto se de Villepin intenda o meno candidarsi alle elezioni presidenziali per concorrere con Sarkozy, sempre se si candiderà. Risposta avvenuta e di poche parole, dicendo che si sta concentrando sulla creazione del nuovo partito e che non intende parlare delle elezioni presidenziali.

Il partito, spiega de Villepin, sarà “un movimento libero, aperto a tutti, qualunque sia la loro origine, la loro sensibilità, il loro impegno, al di sopra delle distinzioni di partito, che potrà mettere insieme tutte le buona volontà”. Insomma un partito votato all’attenzione degli elettori medi, in modo da potersi creare la sua folta schiera e magari nel 2012 gareggiare veramente per essere eletto il nuovo presidente francese.

di Andrea Bandolin