Dolci come droga

Forse inconsciamente lo sapevamo già tutti…Quanti utilizzano la Nutella nei periodi di depressione come un toccasana…? E quanti nei periodi di tensione e di stress si buttano a capo fitto su dolci e cioccolato, a dispetto di ogni dieta e dei chili superflui? E come può chiamarsi questo fenomeno se non…dipendenza da quel che si chiama non a caso “cibo di conforto”?

Ora è uno studio di ricercatori australiani a confermare: i cibi grassi e i dolci agiscono sul cervello esattamente come alcune droghe ricreative come, ad esempio, la marijuana…

La farmacologa e neuroscienziata dell’università del Nuovo Galles, Margaret Morris che ha condotto lo studio in questione, ci spiega che : ”E’ accertato che avere a disposizione cibo desiderabile ci fa sentire meglio, e questo probabilmente è parte del problema alla radice del fenomeno dell’obesità“.

L’obesità e il soprappeso sono ormai fenomeni diffusi e in via di espansione, nonostante le campagne di prevenzione, di alimentazione equilibrata e di diffusione di informazioni riguardo ai danni che comportano i chili di troppo…Ma se è vero che non è solo colpa delle componenti genetiche o ambientali e che “il concetto di cibo di conforto non e’ un fenomeno sociale ma biologico”…c’è davvero poco da fare!

La dottoressa Margaret Morris sottolinea che esiste “una forte connessione fra gli ormoni prodotti nel grasso corporeo e ciò che avviene ai circuiti dell’appetito nel cervello, alla sensazione di fame e al desiderio di cibo“.

Insomma…se mangiare ci fa sentire meglio come convincerci che è a danno della linea? Forse…pensando ai successivi inevitabili sensi di colpa che ci roderanno al primo sguardo alla bilancia?

Caterina Cariello