E Ignazio mangiò l’asino, vivo

Il sacrificio alimentare del nostro ministro della difesa, nonché coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa, avverrà qualora la Lega Nord superi, con i voti che otterrà al nord, il suo Popolo delle libertà: “Se succede mi mangio un asino vivo e non sarà un asino leghista, ma un ciuccio sardo”, così il fantasioso Ignazio si è espresso oggi, durante la conferenza stampa per la candidatura di Formigoni.

Resta che cosa aspettarsi..E intanto immaginiamo… Che il ministro non decida di accompagnare la sua abbuffata consolatoria, oltre che con il pelo del suo somaro, con un po’ d’insalata, quella russa s’intende!

E’ chiaro comunque che la conferenza, che chiudeva la campagna elettorale, abbia dato il via al derby fra i due partiti, quello dell’amore, e quello dell’odio xenofobo leghista. La Russa, che dopo il suo somaro avrà di certo l’alito cattivo ma che conserva sempre il suo buon cuore, ha ammesso tuttavia che “la competizione può essere positiva soprattutto in  regioni dove la sinistra non è pervenuta” purché sia “leale” e volta a garantire voti interni al centrodestra, ma senza alcuna  -ha sottolineato – “gara di piccolo cabotaggio”.

Il ministro si è detto anche soddisfatto di questa campagna elettorale, ma ha aggiunto come solo nell’ultima parte la campagna “sia riuscita a parlare di politica, perché prima l’agenda è stata dettata da eventi non politici”, con chiaro riferimento ai ricorsi giudiziari e al caos liste.

Poi, sotto quel naso allegro da italiano in gita,è soffiato dell’altro vento, e La Russa ha detto: “Se riusciamo a raddoppiare il numero delle regioni governate da due a quattro sarebbe un successo, sopra a quattro sarebbe un trionfo”, così il ministro gentiluomo ha sottolineato quanto valga il peso elettorale delle varie regioni, e quanto sia vitale vincere in quelle dove si concentra la maggior parte della popolazione.

A consolare gli speranzosi pronostici del ministro ci sono state anche le sue dichiarazioni finali: “Siamo il primo partito in Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria”.

Per fortuna questa volta non è avvenuta nesuna aggressione, in conferenza La russa c’era, ma la rissa non c’è stata, alcun freelancer strattonato e nemmeno male parole ai giornalisti comunisti, come è successo in due recenti conferenze stampa. Comunque vada  nel Pdl si mangia, chi gli asini in caso di sconfitta elettorale e chi i  panini, come Milioni, del Pdl, che ha preferito andarsi a mangiare un bel sandwich, in baffo ai tempi pignoli della chiusura delle liste. E’ un modo come un altro per sventare malaugurate sorti. Per l’uno a pro proprio, per l’altro a pro del prossimo.

Andrea G. Cammarata