Ex assessore Prosperini tenta il suicidio. Non è grave

Un gesto estremo, partorito – secondo le prime ipotesi investigative – dalla disperazione causata dai recenti problemi giudiziari. L’ex assessore del Pdl alla Regione Lomabardia, Pier Gianni Prosperini ha tentato questa mattina di suicidarsi. Il politico, coinvolto in un’inchiesta che ha portato allo scoperto un presunto giro di mazzette legato al marketing televisivo del turismo, era stato arrestato a dicembre per corruzione, turbativa d’asta e truffa aggravata. Dalla scorsa settimana si trovava agli arresti domiciliari.

A prendere atto delle ferite ai polsi e alle gambe che il politico si è procurato questa mattina intorno alle 8.00, la moglie che si trovava con lui in casa, nell’abitazione di corso Garibaldi a Milano. Trasportato all’ospedale San Carlo, Prosperini è stato subito soccorso dai medici che hanno assicurato che le sue condizioni non sono gravi e non destano particolare preoccupazione.

Nell’abitazione sono state trovate alcune lettere vergate dall’ex amministratore regionale all’indirizzo della moglie e della figlia in cui spiegava il motivo del suo gesto e anticipava le sue scuse, mentre in una terza epistola – indirizzata ai magistrati – Propserini si sarebbe definito vittima di un complotto ordito ai suoi danni. Le lettere verranno adesso messe a disposizione del giudice che indaga sulla vicenda giudiziaria che coinvolge il politico.

Da una settimana  l’ex assessore della Lombardia aveva fatto ritorno a casa, per decisione del gip Andrea Ghinetti che gli aveva concesso gli arresti domiciari, rilevando nella sua ordinanza che la custodia domestica appariva “idonea a garantire le esigenze cautelari”. Una “buona” notizia che però non è evidentemente bastata per rasserenare l’ex assessore che ha stamattina tentato il suicidio.

L’indagine in cui Propserini risulta coinvolto è stata avviata dalla Procura di Milano e tenta di fare luce su presunte irregolarità che riguardano gare d’appalto per la promozione in tv del turismo in Lombardia. Al centro delle indagini, una tangente di circa 230 mila euro che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata versata su conti correnti esteri intestati a società fiduciarie riconducibili all’ex assessore.

Maria Saporito